Max Weber. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo filosofo tedesco del novecento.
Max Weber nasce ad Erfurt il 21 aprile 1864 e muore a Monaco di Baviera il 14 giugno 1920.

Karl Emil Maximilian Weber nasce ad Erfurt il 21 aprile 1864. Suo padre è un funzionario pubblico ed uomo politico liberale. Sua madre Helene Fallenstein, invece, è una calvinista moderata. Max è il primo di sette figli tra i quali ricordiamo Alfred, più giovane di 4 anni, sociologo ed economista. Nel 1882 si immatricola alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Heidelberg, dove ha studiato suo padre.
Frequenta corsi di economia politica, di storia medievale e di teologia. Poi nel 1884 torna a casa del padre e si trasferisce all’Università di Berlino dove, nel 1889, consegue il dottorato in giurisprudenza. Inoltre nel 1891 ottiene la libera docenza. Li ottiene entrambi con scritti di storia del diritto e dell’economia.
Dopo aver affrontato studi economici, giuridici e storici in varie università, si distingue in alcune ricerche economiche e sociali svolte con l’associazione “Verein für Sozialpolitik”, fondata nel 1873 dagli economisti associati alla scuola storica tedesca. Nel 1893 sposa Marianne Schnitger, femminista, sociologa e curatrice postuma delle opere del marito.
Dal 1894 è professore di economia nelle università di Friburgo e dal 1896 in quelle di Heidelbreg. Nel 1897 muore suo padre e fino al 1901 soffre di un’acuta depressione. Dalla fine del 1898 alla fine del 1902 non riesce a svolgere regolare attività né didattica né scientifica. Tra le cure abbiamo un soggiorno in sanatorio ed un viaggio in Italia.
Gli ultimi anni di Max Weber e la sua morte.

Poi nell’autunno del 1903 si guarisce, rinuncia al posto di professore ed accetta l’incarico di direttore associato dell'”Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik” (“Archivio per la scienza sociale e la politica sociale”), con Edgar Jaffé e Werner Sombar. Qui compaiono i due saggi “Über die Objektivität sozialwissenschaftlicher und sozialpolitischer Erkenntnisse” e “Über die protestantische Ethik und den Geist des Kapitalismus”.
Inoltre sulla stessa rivista pubblica in due parti nel 1904 e nel 1905 l’articolo “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” e nello stesso anno visita gli Stati Uniti d’America. Grazie alla vendita di un’eredità del 1907 si dedica liberamente a tempo pieno agli studi su economia, diritto, filosofia, storia comparata e sociologia. Non torna alla docenza e la sua ricerca svolge complesse indagini storiche e sociologiche sulle origini della civiltà occidentale e sul suo posto nella storia universale.
Successivamente, durante la prima guerra mondiale, presta servizio come direttore degli ospedali militari di Heidelberg. Al termine della guerra torna all’insegnamento con una cattedra di Economia prima a Vienna e, nel 1919, a Monaco di Baviera. Qui guida il primo istituto universitario di sociologia in Germania. Poi nel 1918 è tra i delegati dalla Germania a Versailles per la firma del trattato di pace.
Inoltre è uno dei consulenti dei redattori della Costituzione della Repubblica di Weimar, oltre ad essere tra i fondatori del Partito Democratico Tedesco (DDP). Il 14 giugno 1920, a 56 anni di età, a Monaco di Baviera, a causa dell’epidemia postbellica dell’influenza spagnola, Max Weber muore. In Italia il suo nome circola con la traduzione di “Parlamento e Governo” di Benedetto Croce.
Lorenzo Bernardini






