Il gruppo scultoreo Orfeo e le Sirene al Museo dell’Arte Salvata. Rientrato in Italia dagli Stati Uniti d’America è esposto a Roma fino al 15 ottobre 2022. Dopo la tappa romana, l’opera entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Archeologico di Taranto (MArTA).
Il gruppo, realizzato in terracotta a grandezza quasi naturale IV secolo a.C, è al centro del grande edificio a pianta ottagonale e la posizione reciproca di ciascuna delle tre statue nel gruppo è pensata in considerazione della narrazione riportata nel IV libro delle Argonautiche.
Il testo di Apollonio Rodio racconta infatti l’incontro del tracio Orfeo con due temibili Sirene, in parte uccelli, in parte giovani donne e di come l’argonauta fosse riuscito ad avere la meglio sulle Sirene che, affascinate, ascoltavano mute la musica della sua cetra e il suo canto melodioso.
Il visitatore, entrando al Museo, assiste all’episodio raccontato da Apollonio Rodio, e la storia prende forma al centro della cupola, fino cristallizzarsi quasi in un fermo immagine che ne esalta la teatralità narrativa, sottolineata dall’illuminazione delle tre opere studiata da Francesco Murano, tra i più importanti illuminotecnici italiani e da sempre al servizio dell’arte.
Racconta Francesco Murano: “Le sculture sono opere d’arte percepite nello spazio e l’illuminazione deve enfatizzarne la profondità e modellarne i contorni, affinché esse appaiano in tutta la loro plasticità. Luci e ombre servono a mettere in risalto le superfici e il materiale che, in un’opera come Orfeo e le Sirene sono diverse perché in alcuni punti emerge la policromia originaria, in altri la terracotta, in altri ancora è presente una patina chiara che ricopre l’epidermide, tutte queste caratteristiche necessitano di una luce attenta che riesca a riunificarne i valori.”
Orfeo e le Sirene al Museo dell’Arte Salvata. Le regole di una buona illuminazione teatrale prescrivono in genere per le statue tre puntamenti di luci, ovvero una luce chiave, una di riempimento e un controluce.
La prima, che proviene lateralmente è quella che individua l’angolazione preferita e privilegia la visione principale, che apparirà migliore per importanza o per disposizione.
La seconda – la luce di riempimento – è in genere meno “forte”, conferisce profondità e serve anche ad ammorbidire le ombre create dalla prima.
La terza, “il controluce”, stacca l’opera dal fondo e solitamente proviene dal retro ma, nel caso del gruppo Orfeo e le Sirene posti al centro dello spazio, proviene da più punti e permette il dialogo dell’opera con lo spettatore che le gira intorno.
“Le peculiarità dell’Orfeo e le Sirene e la particolarità del suo allestimento” – prosegue Francesco Murano – “hanno portato a forzare le regole, quasi a moltiplicare posizione delle singole sorgenti luminose, sono stati necessari più di dieci sagomatori, concentrati in tre gruppi, e ancorati a circa otto metri di altezza, al fine di esaltare tutte le superfici e i materiali scultorei diversi punto a punto, senza però perdere di vista la coralità da conferire alla scena per preservarne la teatralità.
Fondamentale è stato perciò illuminare le opere insieme all’Architetto Maurizio di Puolo, autore di un bellissimo allestimento, che ha posto Orfeo di fronte alle Sirene, in un atteggiamento colloquiale e teatrale ben diverso da quello precedente, puramente espositivo nel quale le tre sculture erano mostrate affiancate come per una foto di gruppo.”
Francesco Murano è autore delle luci delle più importanti mostre in Italia; tra quelle in corso Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo a Palazzo Barberini a Roma, fino al 25 settembre 2022 e Deutsche Bank Artists of the Year 2021 – la mostra dedicata ai vincitori del prestigioso premio internazionale che la banca dedica all’arte contemporanea – al MUDEC, Milano fino al 23 ottobre 2022.






