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Pier Paolo Pasolini e l’amore per Roma

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L’amore di Pier Paolo Pasolini per la città di Roma è riconosciuto universalmente. Protagonista dei suoi libri e di moltissimi dei suoi film, la Città Eterna ha rappresentato per l’intellettuale bolognese una continua risorsa di spunti e di realtà.

L’arrivo e i primi tempi romani

Pier Paolo Pasolini arriva per la prima volta alla Stazione Termini di Roma nel 1950, all’età di ventisette anni, accompagnato dalla madre. Sconvolto dalle tante contraddizioni della Capitale, Pasolini trova un piccolo appartamento in Piazza Costaguti, nelle adiacenze dell’Isola Tiberina e di Trastevere.

Eppure, il periodo in cui il poeta vive a Roma centro ha vita breve. Già l’anno dopo, la sua disoccupazione lo costringe a trasferirsi insieme alla madre e al padre a Ponte Mammolo, quartiere della periferia romana ubicato vicino al carcere di Rebibbia. È proprio qui che Pier Paolo Pasolini scopre un modo urbano e proletario di cui non conosceva l’esistenza e che presto si trasformerà in una delle tematiche principali delle sue opere.

Pasolini riesce finalmente a trovare un lavoro come maestro a Ciampino e diventa pendolare viaggiando per tre ore al giorno sui mezzi pubblici. Ma oltre a Ciampino e Ponte Mammolo, Pasolini continuerà a frequentare Trastevere, quartiere che all’epoca era ancora popolare e di borgata.

La vita intellettuale a Roma

In quegli anni, Pasolini comincia a frequentare anche i caffè dove si riuniscono gli intellettuali dell’epoca. Alcuni locali per il ritrovo sono il caffè Canova o i ristoranti Il Bolognese e Beltramme, oppure ancora il caffè Rosati. Proprio qui Pier Paolo Pasolini ha il modo di incontrare personalità del calibro di Laura Betti, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Carmelo Bene, Bernardo Bertolucci o Italo Calvino, con i quali intraprende un acceso scambio intellettuale.

Il regista Bernardo Bertolucci abita a Monteverde Vecchio, un quartiere poco distante da Monteverde Nuovo, dove Pasolini ha trovato una nuova casa. Tra i due comincerà uno scambio importante che riguarda il cinema. Nel 1960 Bertolucci girerà La commare secca, inizialmente destinato a Pasolini, e l’anno dopo l’intellettuale bolognese girerà il suo primo lungometraggio, Accattone.

 

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