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Punture di memoria con Maurizio Piccirilli

auschwitz

Punture di memoria, sono piccoli attimi di dolore che ci portano al 27 gennaio 1945 e tutto il periodo passato.  Maurizio Piccirilli giornalista e autore di Carabinieri Kaputt! ha celebrato la giornata della memoria con noi di Radio Tuscia Events parlando dei fatti di un periodo oscuro ormai sempre più lontano e dimenticato.

radiotusciaevents.comMantenere la memoria viva sull’olocausto, che ha annientato circa 5 milioni di ebrei,  e fatto tante altre vittime considerate diverse. Si, tra le vittime della propaganda ci sono anche omosessuali, persone con disabilità fisica e mentale, dissidenti, prigionieri politici e molti altri.

La memoria per l’indifferenza

Non sono solo le persone che hanno perso la vita da ricordare ma va ricordato anche chi ha denunciato il vicino, chi non ha detto nulla. Vanno ricordati anche i paesi che hanno chiuso le frontiere ai migranti rendendoli ancora più emarginati, ancora più soli. La memoria, è ogni stato e persona che ha sottovalutato il dilagare del razzismo. Sono gli attacchi antisemiti che i sopravvissuti hanno subito dopo la guerra.

La memoria di chi non esiste più

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Questo giorno serve anche a ricordare di come le persone siano state prima isolate nei ghetti e poi abbandonate nei campi di sterminio. Varcate le porte non esiste più la persona. Ci sono solo tanti numeri, soli, affamati, vuoti. Vittime di abusi, torture, alcuni trasformati in cavie da laboratorio. Altri semplicemente uccisi, per fare pulizia. Un gregge di corpi che si perdono tra i giorni più oscuri della storia e chi riesce a sopravvivere. Rinasce. Rinasce in un mondo dove non c’è più la sua casa, non ci sono più gli affetti. Non c’è più niente se non un mondo che ha assistito in silenzio al genocidio.

Reperti storici

Nonostante i negazionisti, ci sono tanti reperti storici che testimoniano le atrocità subite dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Nonostante i tentativi dei Nazisti di eliminare tutte le prove. Ci sono documenti e testimonianze. Come quelle raccontate dai carabinieri deportati senza sapere il perché. Come racconta Maurizio Piccirilli, 2000 carabinieri sono stati deportati poco prima del rastrellamento del ghetto di Roma. Tante verità sono ancora poco note e altre non dette abbasta.

Prima di lasciarvi al podcast con l’intervista a Maurizio Piccirilli, vi salutiamo citando Liliana Segre:

“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.”

Vanessa Giraldo

 

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