La rievocazione della passione di Cristo in Tuscia.
La Pasqua è alle porte. In quasi tutti i borghi della Tuscia è possibile vivere rievocazioni storico – religiose durante la notte del venerdì Santo. Oggi vogliamo raccontarvi due in particolare, famose in modo diverso, per le loro peculiarità. Si tratta del venerdì santo di Bagnoregio e di quello di Vetriolo.
Una manifestazione quella della rievocazione della passione che si tramanda da 400 anni: la rievocazione della passione di Cristo a Bagnoregio.
Stiamo parlando senza ombra di dubbio di una delle più antiche del Lazio. Ogni anno porta a Bagnoregio centinaia di fedeli e vede come comparse circa 300 persone. Una rievocazione religiosa con origini antiche, ma che guarda al futuro, con il suo comitato organizzativo composto quasi completamente da giovani. L’inizio della manifestazione è previsto alle 21.30 e sarà divisa in tre parti. Una parte storica con la presenza del corteo in abiti dell’epoca romana, una seconda iconografica dove le immagini vengono trasportate in spalla lungo la processione, e una terza, dove il protagonista è il S.S. crocifisso ligneo donatelliano di Civita di Bagnoregio.
Questo sfilerà tra le vie del paese portandolo in processione fino a Bagnoregio.
Il culto di questo crocifisso inizia già nel 1400 dove si dice che, durante la peste, parlò ad una donna e la ringraziò per la sua devozione. Un lavoro corale, che anche quest’anno vedrà il corteo partire e attraversare il famoso ponte, illuminato da centinaia di fiaccole, lungo poi tutto il borgo. La tradizione vuole che il Crocifisso rientri nella mura della Chiesa di San Donato entro la mezzanotte, per scongiurare eventuali terremoti che farebbero sprofondare la cittadina fra i Calanchi, impedendo così il ritorno del Cristo nella sua Chiesa.
La suggestiva processione di Cristo a Vetriolo, fra passi del Vangelo, musica e luci.
Era il 1982, quando un gruppo di ragazzi si incontrò e decise di far riprendere vita ad una iniziativa cessata qualche decennio prima. La processione del Cristo di Vetriolo merita sicuramente un posto fra le manifestazioni più emozionanti della Tuscia. I quadri suggestivi e pieni di emozioni, accompagnano il solenne rito, curato nei minimi particolari. Un valore certamente da custodire ancora a lungo, come sottolinea anche il Sindaco Bigiotti. Troveremo sei quadri, che si alterneranno, tutti preceduti dalla lettura di un passo del Vangelo, e accompagnati da musiche che cambieranno, segnando le svolte del percorso. Un tamburo ad accompagnare i passi dei visitatori.
La processione prende vita con la rappresentazione dell’ultima cena, seguita dal tradimento di Giuda, il Cristo nell’orto degli ulivi, la condanna con Ponzio Pilato, il cammino verso il Calvario e la crocifissione. Durante quest’ultima tappa, dopo aver respirato l’inquietudine del momento sacro, il silenzio regna sovrano e i soldati romani si accingono a crocifiggere il Cristo. Una esplosione di luci rosse avvolgerà il tutto, rendendo la scena mozzafiato. Sembra quasi incredibile come una città così piccola, riesca a creare una evento così grande, mettendo in scena quello che è il loro più grande orgoglio.
Con l’occasione, porgiamo a tutti i lettori i più sentiti auguri di una buona e Santa Pasqua.











