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Emporio solidale I care: a Viterbo una realtà.

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Emporio solidale. Due parole che evocano tempi antichi e qualcosa che oggi sembra essersi perso. A Viterbo l’emporio solidale è realtà e il 9 maggio 2019 ha festeggiato il suo primo compleanno.

Abbiamo intervistato Domenico Arruzzolo presidente di “Viterbo con amore” l’associazione realizzatrice del progetto. L’idea, ci spiega, parte qualche anno fa quando in consiglio comunale si presenta una mozione sul last minute market.

Che viene approvata ma che resta lettera morta in quanto a realizzazione.

Da qui l’associazione parte e cambia la propria genetica. Si trasforma da meta associazione che ne aiuta altre a organizzare eventi di raccolta fondi a una realtà che si impegna sul territorio per un progetto concreto. Dopo le solite vicissitudini burocratiche, che se non fossimo in Italia sarebbero da film di fantascienza o dell’orrore. L’emporio solidale I care diventa realtà e apre il 9 maggio 2018.

 

I volontari il cuore pulsante

L’emporio si basa esclusivamente sul lavoro dei volontari che sono, per così dire, il suo cuore pulsante. Diventarlo è semplice. Basta compilare un modulo e fornire la propria disponibilità di tempo che incastrata come un puzzle, è il caso di dirlo, con quelle degli altri costituisce il calendario delle attività.

Ma da dove arrivano i prodotti che possono essere gratuitamente prelevati all’emporio dalle famiglie bisognose?

I prodotti vengono reperiti attraverso delle collette alimentari. I volontari in accordo con i negozi che aderiscono all’iniziativa, di solito della grande distribuzione, raccolgono quanto gli acquirenti donano all’uscita. Chi un pacco di pasta, chi una scatoletta, chi uno shampoo o un sapone. Cosa importante infatti è che l’emporio non è attrezzato per prodotti freschi ma accetta solo generi confezionati, scatolame e naturalmente prodotti per l’igiene e la pulizia.

 

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nel magazzino i prodotti per la pulizia
La mobilitazione delle scuole

Ma non ci sono solo i volontari: anche le scuole di Viterbo si sono mobilitate. C’è stata una grande risposta da parte di tutti: ad esempio, all’istituto Savi dopo aver raccolto quasi una tonnellata di generi alimentari lo scorso Natale, si vuol far diventare la collaborazione un appuntamento periodico. Gruppi di classi infatti fanno addirittura a gara per chi raccoglie più materiale da donare, organizzandosi in gruppi di chat che si scambiano informazioni sui negozi dove si può spendere meno e sulle offerte speciali. La cosa che non sfugge a nessuno di noi è che oltre a garantire un costante flusso di beni di prima necessità fondamentali per la vita dell’emporio, questo ha un risultato di tipo educativo sugli studenti coinvolti.

 

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l’ultima colletta alimentare della Scuola Ellera
…come funziona?

Attraverso i contatti con i servizi sociali, la Caritas, la Croce rossa e la presentazione di documentazione che attesta il livello di reddito e la situazione lavorativa vengono individuati i soggetti in difficoltà che sono indirizzati poi all’emporio; qui compilano un modulo di iscrizione con i loro dati e ricevono una card che viene caricata con dei punti. La card ha una validità di 6 mesi allo scadere dei quali possono essere presentate nuove domande di iscrizione. L’emporio infatti non ha risorse illimitate nonostante le donazioni e garantisce l’assistenza, giocoforza, ad un numero chiuso di soggetti.

Non è assistenzialismo

Quello che Domenico Arruzzolo ci tiene a sottolineare è che non si tratta di un assistenzialismo ad libitum: la card infatti, se continuano a sussistere i requisiti, può essere rinnovata solo un’altra volta per altri sei mesi. Infatti, questo aiuta il destinatario e non preoccuparsi per un bisogno primario come quello che riguarda cibo e pulizia, permettendogli di concentrarsi sugli altri aspetti che gli potrebbero consentire di elevare il suo tenore di vita.

“Qui vieni a fare la spesa, riscoprendo il gusto di fare qualcosa che chissà da quanto tempo non facevi” dice Domenico.

Ogni prodotto vale un certo numero di punti che vengono scalati dalla tessera fornita al momento dell’iscrizione. Ogni mese questi vengono rinnovati e, casi particolari a parte, non possono essere spesi in una volta sola ma sono necessarie minimo due visite all’emporio nello stesso mese. Finiti i punti questi non possono essere rinnovati fino al mese successivo. Così facendo si innesca una responsabilizzazione nel soggetto assistito che gli insegna a gestirsi e a dare una priorità alle proprie necessità.

 

Non solo beni di prima necessità

L’emporio però non esaurisce qui la propria opera. Attraverso dei fondi reperiti mediante la partecipazione a bandi pubblici regionali, è stato possibile ampliare la platea dei servizi offerti.

Una volta la settimana un professionista altamente specializzato è disponibile presso l’emporio per effettuare dei colloqui con le persone assistite che cercano lavoro aiutandole a scrivere i curriculum e a orientarsi verso la ricerca di mansioni che più si adattano alle loro capacità e inclinazioni.

Come incidere sulle capacità relazionali di queste persone? Lo scaffale relazionale si occupa di questo. Spesso infatti le famiglie assistite hanno, ad esempio, dei bambini che per motivi economici non possono permettersi di fare alcuna attività ludica o sportiva. L’emporio ha quindi stipulato 15 convenzioni con altrettante associazioni sportive del territorio assumendosi l’onere di tutte le spese vive alle quali queste vanno incontro quando iscrivono un bambino alle loro attività: tasse di iscrizione, visite mediche ecc. L’emporio inoltre si fa carico di fornire al bambino abbigliamento e quanto gli necessita, ad esempio, per la pratica sportiva: scarpette da calcio, borsa, accappatoio per la piscina ecc.
Le associazioni hanno risposto con entusiasmo e positivamente alla richiesta e ad oggi 7 bambini possono frequentare chi la danza, chi il calcio, chi il nuoto grazie alle lezioni gratuite messe a disposizione.

Altro servizio non meno importante è lo studio medico sociale che si trova proprio a fianco dell’emporio aperto dall’associazione viterbese “Bambino cardiopatico”. Grazie alla lungimiranza del Comune che ha diviso l’ambiente disponibile in due locali distinti, oggi vi è un presidio sanitario che 3 volte la settimana offre i suoi servizi ai bisognosi grazie all’impegno di medici in pensione ma anche di alcuni ancora in attività che offrono la loro prestazione gratuitamente.

Il futuro

La sfida per il futuro è la sostenibilità: continuare a esistere e a fornire servizi ma soprattutto aiutare i meno fortunati a camminare con le proprie gambe.

Come giornale e associazione facciamo nostro l’invito di Domenico Arruzzolo a politici e cittadini: venite a vedere con i vostri occhi e magari se avete un’ora libera la settimana, pensateci! …perché no?

 

Per qualunque informazione:
Emporio solidale I care Viterbo
indirizzo: Piazzale Porsenna (Viterbo)
telefono: 0761 152 2270
email: emporiosolidaleicare@gmail.com
sito web: http://www.emporiosolidaleviterbo.it/
pagina facebook: https://www.facebook.com/tusciasolidale/

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