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Roma: tradizioni e piatti tipici della romanità

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Roma è certamente una metropoli, una città cosmopolita ricca di storia millenaria, ma anche di esempi di flagrante modernità. Nonostante la sua forte globalizzazione, permangono ancora una serie di tradizioni che affondano le loro radici nel passato. Dalla cucina agli usi popolari, Roma è stata capace di mantenere il suo sapore caratteristico attraverso il passare del tempo.

Piatti per tutti i gusti

I quartieri della Capitale, si sa, sono tutti diversi tra di loro. Eppure, che voi vi troviate a Trastevere oppure nella divertente Garbatella, avrete sempre modo di gustare piatti tipici della romanità. I primi piatti sono la vera specialità. Gricia, carbonara, cacio e pepe, amatriciana: sulle tavole romane ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ingredienti poveri ma ben saporiti la fanno da padrone tra le tavole di taverne e osterie. E anche i secondi non mancano di certo. Protagonisti delle seconde portate sono i carciofi alla giudia, l’abbacchio scottadito o i celebri saltimbocca alla romana.

Feste e tradizioni popolari

Ma Roma non è solo tradizione culinaria, ma anche tradizione popolare. Sono molte le ricorrenze che si festeggiano nella capitale italiana, in primo luogo quelle religiose. La vera romanità si sente durante i festeggiamenti del Natale e del Capodanno, ma anche il Carnevale ricopre un ruolo importante. Suggestive sono anche le feste di quartiere, come ad esempio il poco conosciuto Palio dei Monti Tiburtini, dove ciascuna contrada si veste dei colori del proprio stendardo.

Di particolare importanza sono poi le ottobrate, feste svolte all’inizio dell’autunno e discendenti dei più antichi Baccanali che i romani celebravano in onore del dio Bacco. Re assoluto di queste celebrazioni è il vino e il luogo più simbolico di questa tradizione è il quartiere di Testaccio.

Il 2 febbraio, poi, si celebra ancora la cosiddetta Candelora. Anch’essa reduce di più antiche tradizioni romane, forse celebrate in onore di Cerere oppure connesse ai Lupercalia. Permane nella cultura popolare il detto: “Alla santa Candelora, da l’inverno semo fora, ma ssi piove o ttira vento, de l’inverno semo drento”.

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