Sandro Ciotti. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo straordinario radiocronista italiano dalla voce inconfondibile.
Sandro Ciotti nasce a Roma il 4 novembre 1928 e muore sempre a Roma il 18 luglio 2003.
Alessandro Ciotti, detto Sandro, nasce a Roma il 4 novembre 1928. Suo padre è il giornalista Gino Ciotti, morto in maniera tragica nel 1943, quando Sandro ha solo 15 anni. La causa della morte è una leptospirosi fulminante che contrae una volta ferito nel Tevere mentre pratica canottaggio. Il padrino di battesimo di Sandro è il poeta romanesco Trilussa.
Entra a far parte delle giovanili della Lazio come difensore e come mediano, allenato da Dino Canestri. Vorrebbe entrare nelle giovanili del Torino ed inizia gli studi di violino all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il maestro Corrado Archibugi. Non entra nel Torino perché arriva tardi agli allenamenti a causa delle lezioni di musica.
Decide allora di privilegiare la carriera di calciatore. Gioca con la Viterbese nel campionato di Promozione 1948-1949 e nel Frosinone nel 1950-1951 con 29 presenze e nessun gol. Passa poi all’Anconitana in Quarta serie nel 1952-1953 e, nel 1953-1954, lo troviamo sempre in Quarta serie nel Forlì. Chiude poi la sua carriera da calciatore con la Terracinese in Quarta serie nella stagione 1955-1956.
Inizia allora la sua carriera giornalistica nel 1954 collaborando a “La Voce Repubblicana”, quotidiano del Partito Repubblicano Italiano. Diventa poi cronista musicale a “Il Giornale d’Italia” e “Momento-sera”. Nel tempo libero si esibisce come strumentista in piccole orchestre da ballo. Collabora anche a diverse rubriche radiofoniche come “Mondorama”, “Voci dal mondo”, “Schermi e ribalte”, “Telescopio” e “Novità da vedere”.
Successivamente esordisce come conduttore nel 1956 con “K.O. Incontri e scontri della settimana sportiva”, trasmissione di satira musicale e sportiva. Nel 1958 entra alla Rai con rubriche di successo come “L’angolo del jazz” del 1959, “Il film all’italiana” del 1967 ed “Il liscio” del 1974. Ottiene la popolarità con la rubrica “L’uomo del giorno” della “Domenica Sport”.
Inizia la popolarità di Sandro Ciotti.

Assieme a Lello Bersani, dal 1962 al 1970 conduce la prima rubrica radiofonica di cinema, “Ciak”. Segue da inviato 40 edizioni del “Festival di Sanremo” dal 1962 al 2002. Durante l’edizione del 1967 è il primo a dare per radio la notizia della morte di Luigi Tenco. Segue anche 14 edizioni delle Olimpiadi a partire da Roma 1960. Qui avviene la sua prima radiocronaca calcistica per la partita dei gironi tra Danimarca ed Argentina allo stadio Flaminio. Inoltre commenta anche la finale di hockey su parto tra India e Pakistan al Velodromo Olimpico.
Lo troviamo anche in 15 edizioni del “Giro d’Italia” ed a 9 del “Tour de France”. Realizza la radiocronaca anche per diverse “Milano-Sanremo” e per oltre 2.400 partite di calcio per la trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto” fino al 1996, anno del suo pensionamento. Realizza anche vari documentari ed inchieste per la televisione tra cui un film sul cantante Luigi Tenco ed un altro film sul pilota di Formula 1 Lorenzo Bandini.
Nel 1970 debutta come conduttore del “Telecanzoniere” e dal 1986 conduce per 8 edizioni la “Domenica Sportiva” prima con Maria Teresa Ruta e poi con Simona Ventura. Scrive anche canzoni per Enzo Jannacci, tra cui “Veronica”, e per Peppino di Capri, tra cui “Volo”. Inoltre nel 1976 è regista del documentario calcistico sul fuoriclasse olandese Johan Cruijff, intitolato “Il profeta del gol”. Nel 1996 presta la voce al radiocronista della partita di pallacanestro nel film “Space Jam” e nel 1997 pubblica la sua autobiografia “Quarant’anni di parole”.
Le radiocronache famose di Sandro Ciotti.
Partecipa anche alla trasmissione “Un giorno col personaggio, incontro al microfono di Sandro Ciotti” di Vittorio Gassman, trasmesso lunedì 18 febbraio 1963 nel secondo programma, ore 21,35. Tra le sue frasi più celebri abbiamo il grido “Clamoroso al Cibali!” quando, durante una radiocronaca della partita Catania-Inter del 1961 effettuata assieme a Enrico Ameri, il Catania passa in vantaggio. In verità non ci sono prove che lui abbia proferito tale frase che alcuni attribuiscono a Ezio Luzzi o a Nuccio Puleo. Addirittura alcuni sostengono che non sia mai stata pronunciata.
Una volta raggiunti i 40 anni di età la sua voce diventa permanentemente roca. Durante le Olimpiadi di Città del Messico del 1968, dopo 14 ore di diretta sotto la pioggia, le sue corde vocali subiscono un edema. Questa menomazione non lo danneggia ma diventa il suo tratto distintivo. Sandro è molto ironico con colorite ed argute osservazioni. Questo humor caratterizza i suoi servizi anche extracalcistici come quelli per il “Festival di Sanremo” per radio RAI o la serie di umoristici reportage di costume per i Mondiali di calcio del 1974 in Germania Ovest.
Inoltre nel 1989 durante “La Domenica Sportiva”, annuncia la morte di Gaetano Scirea, a seguito di un incidente automobilistico in Polonia. Tra le sue frasi storiche abbiamo “Santo Dio, era ora!”, pronunciata durante la radiocronaca di Italia-Nigeria ai Mondiali di calcio del 1994 negli Stati Uniti, al gol di Roberto Baggio, a sottolineare la sofferenza degli italiani per il mancato pareggio dell’Italia fino a quel momento.
La morte di Sandro Ciotti.

Realizza la sua ultima radiocronaca durante la partita di campionato Cagliari-Parma nell’ultima giornata della stagione 1995-1996. Il 18 luglio 2003, all’età di 74 anni, dopo una lunga malattia, al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, Sandro Ciotti muore. I suoi funerali vengono celebrati il giorno dopo presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come la Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.
Sono presenti moltissimi amici e colleghi, tra cui volti noti della politica e del giornalismo. Dopo la cerimonia funebre, il feretro viene tumulato nel loculo di famiglia presso il Cimitero Monumentale del Verano. In occasione del decennale della sua morte, nel 2013, Rai Storia produce e trasmette il documentario “Sandro Ciotti, un uomo solo al microfono”, realizzato da Alessandro Chiappetta.
Lorenzo Bernardini






