#STAIZITTA giornalista! dall’hate speech allo zoom bombing quando le parole imbavagliano (Edizioni All Around), è il libro inchiesta a cura di Silvia Garambois e Paola Rizzi che raccoglie tutti gli insulti che devono subite ogni giorno le giornaliste.
Silvia Garambois e Paola Rizzi sostengono che il lavoro del giornalista è un lavoro complesso, reso ancora più difficile dall’avvento di internet e dei social media.
Da quando il mondo è connesso in maniera veloce ed istantanea, la figura del giornalista così come tutta la stampa è entrata in un periodo di crisi e profonda trasformazione. Oggi tutti hanno la possibilità di dire e pubblicare ciò che voglio, spesso senza filtri. Se da una parte questa immediatezza ha portato ad avere la possibilità di denunciare abusi o ingiustizie, dall’altra ha dato la possibilità agli individui di tirar fuori tutto l’odio che hanno.
Un cambiamento che ha portato alla nascita degli Haters o meglio noti come Leoni da tastiera. Coloro che comodamente da casa criticano e insultano chi vogliono. Senza rendersi minimamente conto degli effetti che le loro parole posso avere sugli altri.
«Cessa», «troia», «meriti di morire», «sei solo brava con la bocca», «un mostro di bruttezza e cattiveria», «strega», «ritorna casalinga» questi sono alcuni degli insulti che le giornaliste subiscono ogni giorno solo perché fanno il loro lavoro. #STAIZITTA giornalista! Raccoglie questi studi e riflette su quanto debba ancora lottare una donna al giorno di oggi per avere gli stessi diritti e rispetto che ha un uomo, in ambito professionale e non.
Silvia Garambois e Paola Rizzi, insieme a Vox Diritti e ai più prestigiosi atenei d’Italina, hanno analizzato Tweet e social media.
Dei veri e propri gruppi di ricerca mirati a capire quale tipo di odio si scatena maggiormente. Secondo le mappe di Intolleranza create da Vox Diritti le donne sono quelle che subiscono maggiormente gli attacchi da parte degli haters. In particolare, le donne che si occupano di tematiche delicate, basta pensare a Giovanna Botteri vittima di body shaming, Liliana Segre, Giorgia Meloni e Laura Boldrini. Per citare solo alcune delle donne in rilievo vittime degli haters. Tra l’altro Laura Boldrini, è una tra le donne in prima linea per la difesa dei diritti umani. Dopo gli aspri insulti subiti quando era presidente della camera ha istituito la Commissione “Jo Cox”, in onore della parlamentare inglese assassinata nel 2016 da un rivale politico.
Secondo gli studi di #STAIZITTA giornalista! È emerso che molto spesso le prime figure ad istigare l’odio verso le giornaliste, sono pubbliche. Un messaggio assolutamente errato. Chi ha il potere di comunicare con un numero così elevato di persone dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio e supportare le donne. Così come bisognerebbe sostenere le altre categorie spesso bersagliate.
#STAIZITTA giornalista! È un hashtag che oltre a mettere in luce la necessità di imporre un cambio radicale alla società basato su maggiore equità parità tra uomini e donne, pone l’accento sul fatto che le donne stesse devono fare rete.
Sostenersi a vicenda.
Con il desiderio di creare una rete a supporto, Silvia Garambois ha istituito nel 2011 Giulia Giornaliste, (Giornaliste, Unite, Libere, Autonome) l’associazione di giornaliste pubbliciste e professioniste che aderiscono allo spirito democratico e creano una grande rete di sostegno.
Di seguito l’intervista su #STAIZITTA giornalista! dall’hate speech allo zoom bombing
quando le parole imbavagliano (Edizioni All Around) che Silvia Garambois ha rilasciato per la rubrica Parola D’autore.
Vanessa Giraldo






