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Tesori dell’Urbe, il Duomo e Luca Signorelli

Tesori dell’Urbe

Chiesa dei S.S. Filippo e Giacomo e mostra “Orvieto – il duomo – Luca Signorelli”: di nuovo i Tesori dell’Urbe, all’Unitre

 

Tesori dell’Urbe: la tradizionale rassegna dell’Unitre di Orvieto che invita alla scoperta e alla riscoperta di siti, monumenti ed ambienti cittadini di particolare interesse, ripartirà Sabato 18 Novembre 2023.

L’appuntamento sarà per le ore 10:30 in via Adolfo Cozza con la visita alla Chiesa dei S.S. Filippo e Giacomo e, nel contempo, alla mostra “Orvieto – Il Duomo – Luca Signorelli”, realizzata dagli allievi del Laboratorio Unitre di Pittura ed Arti Visive guidato dal Prof. Donato Catamo e dagli allievi del Liceo Artistico di Orvieto.

D’eccezione saranno gli esperti che condurranno la visita: l’esimio Prof. Catamo e la Prof.ssa Maddalena Ceino, storica ed amata collaboratrice dell’Università delle Tre Età.

Donato Catamo rivelerà le scelte tecniche ed espressive alla base dei lavori esposti; Maddalena Ceino parlerà del ruolo, ieri e oggi, della chiesa degli Apostoli in Orvieto.

La visita sarà riservata a 30 partecipanti; per le prenotazioni occorre contattare il numero 3387323884 (M° Riccardo Cambri).

 

Unitre Orvieto ringrazia l’Opera del Duomo di Orvieto per la gentile disponibilità.

Luca Signorellipseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona14411445 circa – Cortona16 ottobre 1523), è stato un pittore italiano, considerato tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

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Scuola di Piero della Francesca (Luca Signorelli?), Madonna CiniFondazione Giorgio Cini, Venezia

Luca Signorelli studiò ad Arezzo presso la bottega di Piero della Francesca, come testimoniano Luca Pacioli (nel 1494) e, più tardi, Giorgio Vasari. Gli esordi dell’artista sotto il segno del maestro di Sansepolcro sono ancora incerti, per l’esiguità di resti certi e le difficoltà attributive di opere che non presentano i caratteri della sua produzione matura. Berenson tentò di riferirgli tre tavole di Madonna col Bambino della scuola di Piero della Francesca, oggi al Museum of Fine Arts di Boston, all’Ashmolean Museum di Oxford e alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia[1].

Intorno al 1470 si sposò con Gallizia di Piero Carnesecchi ed ebbe da lei quattro figli: Antonio, Felicia, Tommaso e Gabriella.

Le descrizioni vasariane delle prime opere dipinte attorno al 1472 sembrano comunque confermare l’ascendenza delle ultime opere di Piero, come il Polittico di Sant’Agostino: ad esempio si cita un San Michele “che pesa le anime”, descritto come mirabile “nello splendore delle armi, nelle riverberazioni”[2].

Un primo lavoro documentato, benché la fonte sia solo locale e priva di ulteriori riscontri, è la Madonna con santi affrescata a Città di Castello nel 1474, della quale restano solo pochi frammenti staccati, tra cui un San Paolo, oggi nella Pinacoteca comunale della città umbra. Per quanto siano difficili da valutare, i tratti del volto del santo hanno portato recentemente lo studioso Tom Henry a confermare la tesi di Berenson e a rafforzare l’attribuzione al pittore cortonese[3].

Il 6 settembre 1479, Signorelli venne eletto nel Consiglio dei Diciotto, e da allora ricoprì numerosi incarichi pubblici in Cortona.

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