L’intervista a Valentina Monti, titolare dell’azienda agricola “Monti della Moma”
Stefania Capati: oggi con noi abbiamo Valentina Monti una giovanissima donna che è titolare di un’azienda agricola. L’azienda si chiama “Monti della Moma” e Valentina è veramente un esempio di leadership femminile che porta innovazione, sostenibilità e molteplicità nel suo settore. Benvenuta Valentina Monti.
Valentina Monti: buongiorno, grazie per avermi dedicato questo spazio.
Stefania Capati: io ti ho conosciuta personalmente ed è nata questa intervista perché hai una storia veramente importante da raccontare. La tua azienda nasce da un’eredità preziosissima, che è quella di tua nonna. Custodire la memoria non significa solo ricordare ma, appunto, vivere un’eredità nel presente: qual è l’insegnamento più grande che ti ha dato e, soprattutto, come si riflette quotidianamente nella gestione di questa azienda?
Valentina Monti: la storia di mia nonna è stata il vero motore per la mia azienda. Ho deciso di dare vita a questa realtà agricola anche per il riscatto di un sogno che era il suo, e che in parte le era stato negato in quanto donna. L’eredità più grande che mi ha lasciato è la sua visione: l’importanza di sognare e di perseguire quel sogno, a prescindere dalle difficoltà che si incontrano sul cammino.
Stefania Capati: il settore agricolo è stato prevalentemente considerato a impronta maschile. Oggi, invece, la leadership femminile ridisegna regole ed esperienze: qual è il valore aggiunto e, soprattutto, la sensibilità che le donne stanno portando nella gestione della terra e delle imprese agricole?
Valentina Monti: credo che una differenza sostanziale riguardi la meticolosità e la cura a 360 gradi. Come donne siamo in genere abituate, o quasi costrette, a doverci occupare di tante cose contemporaneamente durante il giorno. Questa agilità si traduce in una visione d’insieme in cui siamo più meticolose, puntuali e precise. Penso che questo derivi anche da un certo imprinting che ci viene dato.
Stefania Capati: tu hai scelto di andare in mezzo ai vigneti in prima persona, rimboccandoti le maniche per lavorare la terra: cos’è che ti ha spinto a fare questa scelta?
Valentina Monti: lavorando in un settore fortemente maschile come quello agricolo, la mia attenzione era rivolta a fare bene. E per fare bene dovevo sapere, dovevo conoscere. Per questo ho deciso di dedicarmi in prima persona all’attività in vigna e in cantina. Posso chiedere qualcosa ai miei collaboratori o ai miei familiari solo se io per prima so come si fa. È un po’ come il metodo Montessori: apprendo mentre faccio. Non potevo fare altro che questo.
Stefania Capati: oggi si parla molto di sostenibilità, ma in un’azienda agricola questo concetto si trasforma in azioni concrete di rispetto e di tutela della biodiversità. Come si applica la filosofia della custodia della terra a “Monti della Moma”? Quali pratiche mettete in atto?
Valentina Monti: viviamo anni complessi e di profonda trasformazione. Quello che possiamo fare è rispettare al massimo la natura, limitando gli interventi e adottando piccoli cambiamenti quotidiani e costanti per rispondere al cambiamento climatico. L’attenzione mia, di mia sorella e dei miei familiari è rivolta a svolgere un’attività che riduca al minimo l’interazione dei macchinari, rispettando la campagna, la vigna e gli olivi. Adottiamo piccoli accorgimenti di custodia, come calibrare la potatura in un determinato periodo o pulire aree specifiche. Ogni anno facciamo dei piccoli tentativi, perché ogni stagione è diversa dall’altra e le regole in questo settore si sono dovute modificare tantissimo negli ultimi dieci anni.
Stefania Capati: a proposito di questo, tu hai introdotto molte innovazioni in azienda: è stato difficile conciliare l’innovazione con il rispetto delle tradizioni?
Valentina Monti: difficilissimo. Quando ho spiegato che dovevamo potare puntando a una resa per ettaro coerente, sono stata molto criticata. Noi non abbiamo la necessità di sovra produrre, ma di produrre bene. Questo significa anche accettare di rientrare nei limiti minimi di produzione per ettaro. Ci sono state annate in cui abbiamo prodotto persino meno del minimo, anche a causa di stagioni complesse come quella del 2023. Per me l’importante è produrre meno uva ma di qualità superiore, per ottenere un vino eccellente. Non ci interessa fare grandi numeri di bottiglie; ci interessa seguire la fase produttiva, dalla vigna alla bottiglia, in modo coerente con ciò che siamo. Sento di appartenere a questa terra e quello che faccio mi rende felice.
Stefania Capati: siamo arrivate alla conclusione: quali sono le sfide più importanti nel tuo settore e quale messaggio vuoi dare alle donne delle future generazioni?
Valentina Monti: la sfida è sicuramente climatica, ma è anche legata alla tutela della presenza femminile in questa realtà. Sebbene i numeri parlino di un aumento delle donne in agricoltura, rimane un settore difficile. La sfida è quindi duplice: da un lato dobbiamo affrontare i cambiamenti climatici che non offrono mai una stagione uguale alla precedente, costringendoci ad adottare tecniche diverse ogni anno; dall’altro c’è la sfida femminile, che consiste nel credere fermamente nella propria visione. Solo credendo davvero in quello che si fa si può andare avanti, superando gli ostacoli che si presentano e che ci indicano la strada da seguire.
Stefania Capati: Valentina, complimenti davvero per la tua grinta e per la tua preparazione. Ti ringrazio per averci concesso questa intervista e ricordo a tutti i nostri lettori ed ascoltatori che lei è Valentina Monti, titolare dell’azienda “Monti della Moma“.








