L’emozione dell’incontro con Sofia: a colloquio con Patrizia Rocchetti
Stefania Capati: Patrizia, bentornata su Radiotusciaevents. Poco tempo fa abbiamo parlato del tuo libro “Isola Martana” e della scelta così suggestiva di far parlare l’isola in prima persona. Oggi quell’isola ha parlato direttamente al cuore di una giovanissima studentessa, Sofia Borghetto. Ci racconti come hai scoperto che Sofia aveva scelto il tuo libro per la sua tesina di terza media e cosa hai provato in quel momento?
Patrizia Rocchetti: guarda, in realtà sono stata contattata da Sofia insieme alla sua mamma prima ancora che lei iniziasse a lavorare alla tesina. Mi hanno chiesto il permesso e una collaborazione, e naturalmente ho dato subito la mia disponibilità. Scoprire questa cosa è stato sicuramente emozionante.
Stefania Capati: spesso si teme che le nuove generazioni siano distanti dalla storia locale o dalle proprie radici, catturate da stimoli puramente digitali. Sofia ha invece dimostrato una sensibilità straordinaria, collegando il tuo libro a temi cruciali come la tutela dell’ambiente e la biodiversità. Secondo te, qual è stata la chiave di lettura nel tuo romanzo che ha fatto scattare in lei questa scintilla?
Patrizia Rocchetti: allora, io vedo tanta attenzione dei giovani nella tutela dell’ambiente e dei luoghi, questo secondo me loro già ce l’hanno. In realtà mi ha sorpreso il suo interesse per la storia, ma forse la chiave di lettura di tutto questo sta proprio nella semplicità della scrittura del libro, una narrazione fresca. Per molto tempo ho avuto paura che fosse anche troppo semplice, di aver un po’ banalizzato la così grande storia dell’isola, però poi tutti i feedback che mi sono arrivati sono stati molto belli. Mi hanno confermato il valore di questo racconto dell’isola che parla della sua storia.
Stefania Capati: ti confermo anch’io questa sensazione, perché questo libro l’ho letto e riletto proprio qualche giorno fa. Non solo è scritto in modo accattivante, ma le storie che narri sono semplici, attirano e rimangono impresse, perciò hai fatto un ottimo lavoro. Tu hai avuto anche un grandissimo privilegio, quello di assistere all’esame di Sofia alla scuola media “Pietro Egidi”, un’opportunità decisamente insolita per un autore. Come ti sei sentita mentre ascoltavi questa ragazzina parlare dell’Isola Martana proprio attraverso i tuoi occhi, e che atmosfera si respirava in quell’aula?
Patrizia Rocchetti: innanzitutto faccio i miei complimenti a Sofia perché ha sostenuto l’esame con una sicurezza e una competenza che hanno attirato l’attenzione di tutti. La commissione d’esame non era formata da due o tre membri, ma da tutti i professori. C’era questo enorme tavolo ovale con tutti i docenti che per oltre mezz’ora sono rimasti completamente attenti. Per me è stato motivo di un orgoglio grandissimo. Lei è stata bravissima nel collegare la natura, la geografia, la storia e anche nel trasmettere il messaggio che una narrazione semplice possa arrivare a tutti. Ha esposto veramente tutti gli aspetti del libro.
Stefania Capati: Sofia ha ottenuto un bellissimo voto, dimostrando una maturità non comune. Se dovessi fare a lei, e ai tanti ragazzi che affrontano i primi grandi traguardi scolastici, un augurio speciale per il futuro partendo proprio dal legame con la nostra terra, quale sarebbe?
Patrizia Rocchetti: io auguro sempre a tutti i giovani di avere una curiosità immensa, che è quella che poi fa la differenza in tutti i campi. Spero poi che vengano accompagnati dal desiderio di preservare la memoria dei luoghi. Anche se questi giovani dovranno andare fuori per studiare o per lavorare, il legame con la propria terra secondo me può rappresentare il loro futuro, perché qui in realtà si può tornare, si può fare molto e la nostra terra ha bisogno dei giovani. È un connubio che non deve sciogliersi.
Stefania Capati: a proposito di memorie, so che stai lavorando al tuo prossimo libro, incentrato proprio sulle memorie delle ville storiche. Ci puoi accennare qualcosa?
Patrizia Rocchetti: questo libro parlerà del borgo della Quercia e di tutto quel viale che porta al borgo, che penso tutti noi abbiamo sempre ammirato insieme alle sue ville. Mi ha interessato approfondire questo argomento perché parlo di una storia della nostra città di cui si parla poco. In una città medievale come Viterbo, l’attenzione si concentra giustamente su quel periodo, ma qui troviamo una storia importante che va dal Cinquecento, Seicento, Settecento, e soprattutto l’Ottocento e il Novecento. A raccontare queste storie saranno proprio le ville. Sto chiedendo il supporto di tutti i proprietari, che mi stanno dimostrando una disponibilità grandissima. È un lavoro bellissimo entrare in questi luoghi e ascoltare questi racconti, molti proprietari sono anziani e quindi i ricordi del Novecento sono vissuti in prima persona. Farò questo percorso lungo il viale fino ad arrivare al borgo, che contiene la storia meravigliosa della fiera del bestiame e della basilica. Sarà un lungo lavoro di ascolto e di scrittura, ma spero di arrivare in fondo perché le storie raccolte finora sono veramente belle.
Stefania Capati: noi ti seguiremo in questo bellissimo percorso, Patrizia. Ti ringrazio tantissimo per essere stata così disponibile con noi e ti aspettiamo per l’uscita della tua prossima fatica letteraria.
Patrizia Rocchetti: grazie, grazie tante a te stefania.






