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Alexia Paolocci, un nuovo volto alla leadership del Rotary di Viterbo

La guida di Alexia Paolocci dimostra come la leadership non abbia genere, ma si fondi su competenza, visione e capacità

Alexia Paolocci, il volto della nuova leadership al Rotary di Viterbo.

In un momento come quello attuale, segnato da profondi cambiamenti sociali e culturali, anche le istituzioni più legate alla tradizione sono chiamate a ripensare se stesse. Il Rotary Club di Viterbo sta attraversando proprio questa fase di rinnovamento, e la presidenza di Alexia Paolocci laureata in Giurisprudenza, ne è il simbolo più evidente. La sua elezione non rappresenta soltanto un passaggio amministrativo, ma segna una svolta culturale in una realtà che per molti anni è stata percepita come prevalentemente maschile.

La guida di Alexia Paolocci dimostra come la leadership non abbia genere, ma si fondi su competenza, visione e capacità di generare impatto reale sul territorio. Il suo profilo professionale, maturato nell’esercizio della professione forense, si riflette in uno stile di direzione attento al metodo, al confronto e alla responsabilità delle scelte. Un approccio che introduce una gestione più inclusiva e partecipativa, meno ancorata a schemi gerarchici e più orientata all’ascolto e alla condivisione.

Questa modernità non rinnega la storia del Rotary Club, ma la rilegge alla luce delle sfide contemporanee, mantenendo saldo il principio cardine del “Service above self”. Empatia e concretezza diventano così elementi centrali dell’azione rotariana: l’attenzione ai bisogni sociali si accompagna a un’analisi rigorosa dei progetti, con l’obiettivo di costruire interventi efficaci e duraturi. In questo contesto, Alexia Paolocci si muove con naturalezza, in un ambiente che ha saputo riconoscere come il valore di un leader risieda nella capacità di unire persone e competenze, indipendentemente dal genere.

All’interno della vita del club, un ruolo fondamentale è svolto dal cosiddetto “Caminetto”, uno degli aspetti più autentici e meno conosciuti della tradizione rotariana. Non si tratta di una semplice occasione conviviale, ma di un vero e proprio spazio di dialogo e crescita condivisa. Le sue origini risalgono ai primi anni del Rotary, fondato a Chicago nel 1905 da Paul Harris, quando i soci si riunivano a rotazione negli uffici o nelle case private, ricreando un’atmosfera domestica e informale.

Ancora oggi il caminetto conserva quello spirito: è un momento riservato, lontano dalla formalità delle conviviali ufficiali, in cui si rafforzano i legami personali e professionali. Qui i nuovi soci apprendono i valori dell’associazione, prendono forma le idee più innovative per i progetti di servizio e si costruisce quel clima di fiducia indispensabile per lavorare insieme in modo efficace. In questi incontri non esistono ruoli o gerarchie, ma solo persone che mettono la propria esperienza al servizio della comunità.

Nel mese di Aprile e precisamente il giorno 8, il Caminetto ospiterà una personalità di spicco nel campo della narrativa thriller, lo scrittore Luigi del Vecchio membro del Rotary Club di Ostuni

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