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Ersilia: la più antica donna romana

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La più antica donna romana è Ersilia. Perché? Perché fu la moglie di Romolo, con il quale ebbe due figli: Prima e Avilio. Ersilia è una figura storica molto importante, ma anche una divinità di rilievo, dato che assunse il nome di Hora, per l’eterna giovinezza.

Il rapimento e la leggenda

Ersilia fu una delle sabine rapite durante il famoso ratto delle sabine. In realtà, secondo alcune ricostruzioni storiche, non fu soltanto rapita, ma ebbe un ruolo di rilievo nello scambio linguistico tra Sabini e Romani. In particolare, pare che si interpose tra i due popoli con il fine di riportare la pace.

Secondo altre leggende, Ersilia non fu data in sposa a Romolo, ma Ostilio, un compagno di Romolo. Tale Ostilio ebbe un figlio di nome Osto che a sua volta fu il padre di Tullo Ostilio, terzo re di Roma dopo Numa Pompilio. Secondo questa ricostruzione, Ersilia fu rapita e data in sposa a Romolo senza tenere conto di questa sua situazione, creando uno strano incrocio di parentele tra il primo e il terzo re di Roma.

Tra storia e mito

Non si sa molto altro di Ersilia, se non il racconto che ne fa Ovidio nel suo Metamorfosi. Racconta la deificazione – detta anche apoteosi – di Ersilia e il suo passaggio a Hora Quirini sotto la guida della dea Giunone. Nel poema, viene descritta come la “gloria della razza latina e sabina”. Inoltre, viene raccontato il momento in cui Ersilia sale su una stella per andare alla ricerca di Romolo e torna insieme a lui attraverso l’aria. In questo modo, marito e moglie sono stati deificati, lei con il nome di Hora e lui con il nome di Quirino.

Anche se le informazioni sulla vita di Ersilia non sono sufficienti, esistono tanti omaggi alla sua figura nell’arte. Ne sono esempi alcuni quadri di Jacques-Louis David e del Guercino, ma anche tante incisioni.

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