Influenza Politica ed Economica di Viterbo.
Una delle casate più influenti nel panorama storico di Viterbo furono senza ombra di dubbio i Gatti. Conosciuto è senza dubbio Raniero Gatti ma partiamo dalle origini. I primi segni nella città di questa famiglia risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando ancora l’appellativo Gatti non era stato assegnato. Il primo di cui si hanno notizie è Rolando Veralducii, padre di Bartolomeo di Rolando. Capostipite della famiglia, fu console a Viterbo nel 1212. Famiglia ricca, per il commercio dei cereali e per il prestito di denari. Quest’ultima attività fu proprio la base della fortuna della famiglia, anche per le generazioni successive, conferendogli il titolo di Prima Banca Viterbese.
Raniero il vecchio e Raniero il giovane.
Dal figlio Bartolomeo nascerà Raniero, nei primi del 1200. Il suo ruolo nella politica viterbese fu di spicco, portandolo ad essere eletto per ben quattro volte come capitano del popolo. Sarà anche il primo della sua famiglia ad aggiungere l’appellativo Gatti al proprio cognome. Nota importante: non far confusione con il figlio. Sono due i Raniero Gatti degni di nota a Viterbo, il padre e il figlio, anche detti il vecchio e il giovane.
Raniero Gatti, il Vecchio, si mise in luce durante un’assemblea cittadina convocata dal podestà il conte Simone di Chieti. La figura, inviata dall’imperatore, intimò il popolo di smettere di tramare contro Federico II. Gatti prese parola criticando aspramente il loro operato, e denunciando un malcontento abbastanza comune in altre famiglie viterbesi. Si avviò così un confronto fra la fazione che sosteneva l’imperatore, e quella filopapale, con a capo il cardinale Raniero Capocci. Quest’ultimo entrò a Viterbo con le sue truppe spodestando l’imperatore e sconfiggendo nel novembre del 1243 la schi imperiali.
Il Palazzo Papale e il primo Cum Clave.
Al vecchio si deve oltre la sua intensa attività politica, numerosi interventi per lo sviluppo urbanistico della città, compresa la costruzione del Palazzo Papale, uno dei monumenti simbolo più importanti della città di Viterbo.
La costruzione del palazzo papale a Viterbo era necessaria. La Curia Papale doveva infatti venir via da Roma. Nel capoluogo, il clima verso il pontefice era diventato troppo ostile per via delle continue lotte fra Guelfi e Ghibellini. I lavori per il nuovo palazzo presero dal 1255 al 1266 e la Curia si trasferì a Viterbo dal 1257 al 1281.
Non c’è dubbio che Raniero il Giovane ereditò dal padre il forte carattere. Insieme al Podestà Alberto di Montebuono, nel giugno del 1270, chiusero le porte del palazzo Papale (Cum Clave). Dopo la morte di Clemente IV i cardinali dovevano infatti riunirsi per eleggere il nuovo pontefice. Lo scopo, chiudendo le porte, era quello di costringere i cardinali, chiusi nelle mura, a decidere in fretta chi eleggere come successore. La decisione però tardò ad arrivare, facendo sì che questo conclave, iniziato nel 1268, durò ben 33 mesi. Raniero istituì regole ferree, che limitavano le razioni di cibo somministrate all’interno delle mura, fino ad avvenuta deliberazione. Decise inoltre di scoperchiare, all’inizio solo in parte, poi completamente, il tetto della sala dove erano chiusi. Fu finalmente eletto il 1° settembre 1271 Tebaldo Visconti, ossia , dopo quasi tre anni di votazioni.
La potenza della famiglia nel loro Palazzo Gatti.
Ciò che rimane oggi della famiglia gatti, è a via Cardinal La Fontaine. Via principale che un tempo collegava la cassia, quindi Roma, direttamente con il palazzo papale. Qui per volontà di Raniero il Vecchio, venne costruito Palazzo Gatti, simbolo del potere politico ed economico della famiglia. Quello che possiamo ammirare è solo una parte dell’imponente palazzo che nel 1266 venne costruito. Comprendeva in principio sei torri, ad oggi una sola rimasta, arrivando fino a Fontana Grande. Il palazzo negli anni ha subito la stessa sfortuna e crollo che subì la famiglia che lo realizzò. Uno dei figli di Raniero, tentò di governare la città schierandosi contro il papato. Da questo episodio la famiglia fu cacciata da Viterbo, e proseguì per un altro secolo a Celleno, dove poi arriverà il completo declino del loro potere.
La famiglia Gatti con il capostipite Raniero Gatti, erano una delle famiglie più importanti sia dal punto di vista politico che economico durante il tredicesimo secolo a Viterbo.






