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Il clima è già cambiato

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Osservatorio Città clima di Legambiente, Rapporto 2020

Il Clima è già cambiato: mappa di 10 anni di impatti nel territorio

A Roma record negativo tra le città italiane con 47 eventi estremi tra 2010 e 2020 e con +3,65°C di aumento temperatura dal 1960 a oggi

Il clima è già cambiato e a Roma gli impatti sono purtroppo più evidenti che altrove 

“Adattare il territorio della Capitale vuol dire puntare su parchi urbani e periurbani. Difendere il patrimonio arboreo, fermare il consumo di suolo. E mettere in sicurezza i corsi d’acqua con opere di rinaturalizzazione dei fiumi”
 

 Legambiente ha presentato il rapporto 2020 citta clima, con 10 anni di impatto nel territorio italiano di un clima che è già cambiato.

Tra le grandi città a Roma c’è il numero record degli eventi estremi registrati dal 2010 ad Ottobre 2020.

Nella Capitale si sono verificati 47 eventi di cui 28 allagamenti a seguito di piogge intense. Mentre in 13 casi è stata causata l’interruzione, con danni, di infrastrutture viarie e ferroviarie, 5 sono gli eventi con trombe d’aria e 1 legato alla siccità prolungata. Sempre a Roma la temperatura media nel periodo 2001-2018 è salita di 0,8°C rispetto ai vent’anni precedenti (1971-2000). In linea rispetto alla media delle maggiori città.

Nello stesso arco temporale sono aumentate anche le giornate con temperature estreme e il numero di notti “tropicali”.

Tutti gli studi confermano l’aumento delle temperature nelle aree urbane che sono state le più colpite. E secondo l’ultima ricerca dell’European Data Journalism Network che ha confrontato le serie storiche delle temperature dei Comuni italiani. Con risultati purtroppo in linea con le aspettative sul riscaldamento globale, a Roma va il record dell’aumento di temperatura con +3,65°C dal 1960 a oggi.

Il clima è già cambiato e a Roma gli impatti sono evidenti, con il numero record di eventi estremi.

Provocati dalle condizioni meteorologiche e con un drammatico primato nell’aumento della temperatura – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio .

A rendere più critica la situazione è stato anche il fenomeno delle isole di calore perché nei 60 anni presi in considerazione si è continuato a costruire senza tregua rendendo sempre più impermeabile il suolo, il numero di automezzi inquinanti e l’uso di condizionatori è cresciuto a dismisura.

Oggi, adattare il territorio di Roma al clima mettendo in sicurezza le persone, vuol dire fermare l’edificazione e la possibilità di nuovo cemento, puntare su parchi urbani e periurbani, difendere ogni metro quadro di area verde, sostituire lo sciagurato taglio indiscriminato di alberi che vediamo in questi anni con vere politiche di sostituzione del patrimonio arboreo. Il Tevere, l’Aniene e tutto il reticolo fluviale secondario, poi, va messo in sicurezza con il grande strumento dei contratti di fiume, rinaturalizzando  gli alvei, le sponde e gli ambienti ripariali.

È questa la grande sfida che si para davanti alla capitale per i prossimi anni.

Una trasformazione quanto mai necessaria per contrastare le conseguenze dei mutamenti climatici.

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