Usura: un’insospettabile presenza. Il grido di allarme dall’Unitus sui rischi per le imprese femminili
Si è tenuto questa mattina, nell’aula magna dell’Università degli Studi della Tuscia, l’importante convegno dal titolo “Usura. Un’insospettabile presenza”.
Un evento di spessore, promosso dalla Prof.ssa Sonia Maria Melchiorre (Presidente del CUG Unitus) e aperto dai saluti della D. ssa Stefania Capati (Direttrice di radiotusciaevents.com) e della Magnifica Rettrice Tiziana Laureti, che ha messo a nudo una realtà drammatica: quella di un fenomeno criminale che soffoca l’economia, colpendo con particolare ferocia le donne imprenditrici.
Sotto la moderazione professionale della D.ssa Vanessa Giraldo, il panel — quasi interamente al femminile — ha analizzato il fenomeno da angolazioni giuridiche, economiche e sociali.
La D.ssa Paola Conti, già Sostituto Procuratore a Viterbo, ha scosso la platea con dati definiti “veramente allarmanti”. Nonostante l’invasività del fenomeno, le denunce da parte delle donne restano pochissime. Il motivo è profondo e doloroso: la vergogna. Il timore di ammettere il fallimento o la vulnerabilità blocca le vittime, lasciandole sole nelle mani degli usurai.
Un concetto ripreso dall’Avv. ta Elisabetta Rampelli (Presidente UIF Nazionale e componente OCF), che ha illustrato le difficoltà operative delle commissioni antiusura. L’avvocata ha sottolineato come esistano strumenti di supporto messi a disposizione dello Stato, spesso però ignorati dalle vittime. Un passaggio toccante del suo intervento ha riguardato l’emersione di casi di usura attraverso i “percorsi rosa”, segno di come la violenza economica sia spesso intrecciata ad altre forme di abuso
Il mondo dell’impresa ha portato testimonianze dirette e proposte concrete:
Patrizia Rocchetti (Artigiana)
Ha raccontato come la sua azienda familiare come la sua azienda è cresciuta grazie al supporto della CNA, che le ha permesso di accedere ai fondi associativi. La sua analisi è stata lucida:
“Le imprese femminili hanno meno accesso al credito bancario e le donne si trovano spesso in totale solitudine ad affrontare le crisi.”
D. ssa Simonetta Coccia (Presidente Piccola Industria Unindustria Viterbo)
In un intervento brillante, ha rivendicato il valore dell’imprenditoria femminile contro stereotipi e pregiudizi. A capo di un’azienda storica, ha sottolineato come la preparazione delle donne non abbia nulla da invidiare ai colleghi uomini, invitando però le imprenditrici a superare la paura di fare squadra.
Ha inoltre lanciato un appello alla prevenzione:
“Rivolgetevi a Unindustria per lo screening aziendale prima che sia troppo tardi.”
Avv. ta Alexia Paolocci (Presidente Rotary Club Viterbo)
Ha evidenziato il nuovo corso del Rotary, sempre più sensibile ai temi sociali e orientato alla diffusione capillare dell’informazione come arma di difesa per il territorio.
L’unico uomo nel panel, il Generale Luigi Del Vecchio, ha chiuso i lavori con una lectio magistralis di alto profilo. Attraverso statistiche dettagliate, ha mostrato l’ampiezza della rete usuraia, soffermandosi su un pericoloso “cavallo di Troia”: la ludopatia. Il gioco d’azzardo patologico è oggi uno dei principali canali che spingono cittadini e piccoli imprenditori direttamente nella morsa della criminalità organizzata.
Il messaggio del convegno è chiaro: l’usura non è un problema individuale, ma una piaga sociale che si nutre di isolamento. Solo attraverso la rete tra associazioni, istituzioni e il superamento dello stigma della denuncia, l’imprenditoria femminile potrà proteggere il proprio valore e la propria libertà.






