Chissà quanti di voi ricordano la tisana di camomilla che la nonna ci propinava prima di andare a nanna?
Ma non solo, la camomilla serviva anche quando si aveva mal di pancia, mal di stomaco, insonnia ed era il rimedio più dolce che le nostre mamme e nonne potevano somministrarci.
La camomilla è una erbacea annuale che lignifica nella parte bassa ma ramifica nella parte alta. Ha dei capolini composti da fiori centrali di colore giallo e petali (anche se il termine è improprio) di colore bianco.
Per riconoscere la cpianta quando è in fioritura basta osservare il ricettacolo cioè quella parte che è gialla e che ha una forma conica tondeggiante mentre i petali che lo circondano sono di colore bianco e rivolti verso il basso.
I capolini si raccolgono in giornate completamente asciutte e possibilmente quando non sono completamente aperti.
Il fiore viene utilizzato in tutte le sue parti per ottenerne tutti i benefici possibili. Nei fiorellini periferici che io prima ho chiamato petali, sono conservati gli oli essenziali che hanno azione sedativa, mentre nel capolino centrale di colore giallo sono contenuti i flavonoidi che hanno azione antiinfiammatoria.
Dei capolini della camomilla si può fare una estrazione alcoolica molto utile nei casi gravi di insonnia. Invece la droga essiccata e infusa in acqua calda, cioè la classica tisana di camomilla, è utile per i mal di stomaco, i mal di pancia e anche per le infiammazioni della pelle.
Un decotto di questi semplici fiori è utilissimo per sfiammare occhi affaticati o per lenire piccole escoriazioni della pelle.
Ci sono diversi tipi di camomilla, ma è l’aroma tipico che la distingue dalla camomilla pratense o dalla camomilla matricaria che ha un odore più deciso.
Bisogna fare attenzione a non confondere la camomilla con il piretro, che per fortuna non è spontaneo nelle nostre zone, ma può sfuggire a qualche coltivazione.






