La macchina di Santa Rosa raccontata dalle migliori immagini scattate da Gianluca Alfano per Radio Tuscia Events
Prima del trasporto, i Facchini della Macchina di Santa Rosa seguono un percorso di preparazione e riti che unisce allenamento fisico e profonda devozione spirituale. La giornata del 3 settembre è scandita da diverse fasi:
La “Vestizione” e il raduno
La giornata inizia con il raduno dei Facchini, che indossano la tradizionale divisa bianca con la fascia rossa alla vita e la camicia bianca. Questo è un momento di grande emozione, che segna l’inizio ufficiale della loro missione per l’anno in corso.
La benedizione
I Facchini si recano al Santuario di Santa Rosa dove ricevono la solenne benedizione del Vescovo. Questo rito, chiamato “in articulo mortis” (in punto di morte), sottolinea la pericolosità e la sacralità dell’impresa, simboleggiando la totale dedizione dei portatori.
Il “Giro delle sette chiese” Dopo la benedizione, i Facchini compiono un pellegrinaggio a piedi per le strade del centro storico, visitando sette chiese. Questo percorso, noto come “Giro delle sette chiese”, è un momento di preghiera e raccoglimento che li prepara spiritualmente al trasporto.
Nel panorama delle rievocazioni storiche italiane, dominato da figure maschili, spicca un gruppo unico e affascinante: le Sbandieratrici e Musici Città di Viterbo. Fondato nel 1980, questo gruppo si è distinto per essere stato per anni l’unico in Italia formato esclusivamente da ragazze dedite all’arte della bandiera.
Nate per volontà del Comitato Centro Storico Viterbo con l’intento di valorizzare la tradizione medievale della città, le Sbandieratrici sono diventate un simbolo di grazia e maestria. La loro arte non si limita al solo sventolio delle bandiere, ma include anche complesse evoluzioni, eseguite a ritmo di tamburi e chiarine. I loro costumi, ispirati agli abiti del XIII secolo, riprendono i colori giallo e blu, simboli della città di Viterbo, con il Leone e la Palma ricamati.
Il gruppo partecipa regolarmente a eventi di carattere nazionale e internazionale, portando l’orgoglio e la storia di Viterbo in tutta Italia e all’estero. Le loro esibizioni sono un appuntamento imperdibile durante le festività legate a Santa Rosa, in particolare accompagnando le Mini Macchine, dove l’eleganza dei loro movimenti e la passione dimostrata incantano il pubblico.
Le Sbandieratrici di Viterbo non sono solo custodi di un’antica tradizione, ma anche un esempio di come le donne possano eccellere in un’arte storicamente maschile, dimostrando abilità, forza e un profondo legame con la propria identità culturale.
La Messa del Capofacchino
Prima di recarsi sotto la Macchina, i Facchini partecipano a una Messa speciale, durante la quale il Capofacchino pronuncia un’orazione che infonde coraggio e unisce lo spirito del gruppo.
L’attesa e i comandi
Giunti in prossimità della Macchina, i Facchini si posizionano sotto la struttura. Tutte le luci della città vengono spente, lasciando solo la Macchina illuminata a dominare l’oscurità. In un silenzio assoluto, il Capofacchino pronuncia i comandi finali:
“Semo tutte de ‘n sentimento?” (A cui i Facchini rispondono in coro “Sì!”)
“Sotto col ciuffo e fermi!”
“Facchini di Santa Rosa, sollevate e fermi!”
È a questo punto che la Macchina si stacca da terra, dando il via al trasporto.























































































































