Con ben quasi 4 milioni di dosi somministrate, il Lazio è una delle regioni più virtuose in Italia durante la campagna vaccinale, seconda soltanto alla Lombardia. Adesso, dopo aver stipulato un accordo con le associazioni dei pediatri, la Regione Lazio è pronta a dare accesso alle vaccinazione anche ai minorenni.
Anche i più giovani potranno vaccinarsi
Dal 15 giugno, i ragazzi con una fascia d’età compresa tra i 12 e i 16 anni potranno ricevere il vaccino contro il Covid-19. A firmare l’accordo, troviamo diverse associazioni, come FIMP, CIPE, SISPe, SINSP.
La mossa di aprire le vaccinazioni anche ai minorenni è stata pensata per una riapertura delle scuole in completa sicurezza. “I Junior Open Day“, che ci saranno nelle prossime settimane, trovano il massimo appoggio di chi ha sottoscritto l’accordo insieme alla Regione, partecipare a una campagna vaccinale come quella contro il Covid è importante, come è importante che insieme alle Istituzioni anche i pediatri siano in prima linea per mettere in sicurezza i ragazzi”, ha reso presente l’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato.
Critiche e apprezzamenti
Questa decisione, in realtà, ha suscitato alcune polemiche. Patrizio Veronelli della Confederazione italiana dei pediatri ha dimostrato il suo disappunto, mettendo in evidenza il fatto che il Lazio non abbia dosi sufficienti per procedere alla vaccinazione di tutti i minorenni.
A questa critica, D’Amato ha risposto facendo presente invece la presenza di 30mila dosi di Pfizer già predisposte per le persone più fragili. Inoltre, aggiunge, assicurare il vaccino ai più giovani, significa anche garantire la serenità e la salute delle famiglie con le quali loro vengono a contatto.
Teresa Mazzone, il Segretario regionale della federazione CIPe-SISPe-SINSPe, ha invece mostrato il suo completo appoggio all’azione intrapresa dalla Regione. “I pediatri della Regione Lazio saranno i protagonisti della campagna vaccinale anti Sars-COV2 nella fascia d’età 12-16 anni, vaccinando i giovanissimi assistiti nei propri ambulatori e/o nelle strutture messe a disposizione dalle Asl”, ha dichiarato.






