Chi non ha paura dei mostri? alla scoperta di Monte Casoli di Bomarzo
In un territorio ricco come la Tuscia si possono sempre fare scoperte inaspettate.
A Bomarzo, celebre per il suo Bosco Sacro e per la piramide etrusca, è possibile vivere un’esperienza che riassume perfettamente il territorio viterbese: natura, archeologia e uomo. Siamo nella Riserva Naturale di Monte Casoli e nella Selva di Malano, raggiungibili tramite una carrareccia che costeggia il Parco dei Mostri. Poco adatta al traffico ma percorribile con attenzione.

Quando George Dennis nel 1848 scriveva dei luoghi attorno al torrente Vezza “Ricordo di non aver mai percorso in Italia un sentiero più ripido, insidioso e pericoloso di questo“, non poteva sapere che poco sarebbe cambiato dal suo celebre viaggio nell’Etruria. Qui la vegetazione la fa da padrona, con pochi spazi concessi alla coltivazione delle nocciole e alla pastorizia. Si possono toccare i resti di una città dimenticata, necropoli, altari sacri, fitti boschi e vie cave. Salendo e scendendo dai pendii, attraverso epoche diverse, si percepisce un’energia difficilmente riscontrabile in altre località: poserete i passi su sentieri millenari, dalla preistoria fino al medioevo. Raggiunto il Sasso del Predicatore si può infine osservare la vallata, sovrastata dallo sperone tufaceo dove sorgeva la città. Un altare di dimensioni monumentali, con incisi probabilmente cardine e decumano, fulcro della tradizione etrusca e poi romana. Quello che oggi è il regno di querce e cinghiali, un tempo era dimora di uomini, coltivazioni e divinità.
Come lo era per Dennis, un escursionista alle prime armi può trovare difficoltà in certi passaggi e con l’orientamento. Per fortuna non mancano le guide sul territorio, come gli amici di Ammappalitalia, che possono accompagnare i visitatori in tutta sicurezza, soprattutto in mancanza di sentieristica protetta e segnalata. Per chi invece volesse cimentarsi in autonomia con il percorso ad anello è possibile trovare il tracciato GPS sul sito…
Antonio Pozzato






