Tra cinema, letteratura e divulgazione culturale, Rosella Lisoni ha costruito negli anni un percorso che affonda le radici nella Tuscia ma guarda ben oltre i confini della provincia viterbese.
Nata a Marta nel 1964, è laureata con lode in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi della Tuscia, dove ha discusso una tesi dedicata al cinema di Pier Paolo Pasolini. Dal 1988 lavora presso il suddetto ateneo, affiancando all’attività professionale una costante passione per la scrittura, la critica cinematografica e l’organizzazione di eventi culturali. Un percorso nel quale la figura di Pasolini ha sempre rappresentato il principale punto di riferimento, ispirandone gli studi, la produzione saggistica e il personale modo di intendere e diffondere la cultura.
«L’amore per Pasolini è un amore antico che nasce ai tempi dell’Università e prosegue fino ad oggi. La curiosità verso l’opera di questo straordinario intellettuale del secolo scorso accresce nella misura in cui studio e approfondisco la sua opera, sia essa poetica, letteraria, cinematografica, anche pittorica e musicale. Di Pasolini apprezzo il suo coraggio, il coraggio dell’uomo libero e il suo amore per la verità. La sua parresia, il diritto/dovere di ricercare la verità rivelandola a tutti, ritengo che sia una delle sue principali doti. Pasolini è l’intellettuale che “ha gettato il suo corpo nella lotta” e che ha combattuto con le armi della poesia. Irregolare, mai asservito al potere, unico, originale, temerario, la voce “contro” della società italiana del ‘900. Per tutti questi motivi, la sua figura mi ha sempre affascinato.»
Con sei opere di saggistica incentrate sul grande poeta e scrittore bolognese Rosella è considerata una delle maggiori studiose pasoliniane in Italia. Il suo saggio “Eros e thanatos ne I Racconti di Canterbury di Pier Paolo Pasolini” ha ottenuto nel 2020 la menzione speciale al merito del prestigioso Premio Salvatore Quasimodo.
«Le opere che ho scritto riflettono il mio percorso di avvicinamento a Pasolini. All’inizio l’approccio era soprattutto accademico, poi è diventato sempre più diretto, fino a portarmi, nel mio ultimo libro, a scrivere in prima persona, come se fosse lo stesso Pasolini a raccontarsi. È stato il mio modo per dare voce a un intellettuale straordinario e renderlo più vicino e comprensibile anche a un pubblico più ampio. Sono molto legata anche al saggio introduttivo “Pier Paolo Pasolini io lo ricordo”, scritto per il catalogo fotografico di Alberto Placidoli. Alberto, pasoliniano autentico, mi contattò proprio perché, leggendo i miei libri, aveva colto il profondo legame che mi unisce alla figura di Pasolini e mi propose di partecipare a quel progetto. È stato un riconoscimento che mi ha profondamente commossa.»
Pubblicato nell’aprile del 2025, il saggio “Pasolini. Una vita straordinaria”, è il risultato di un importante lavoro a più voci. I temi scelti rilevano le tappe fondamentali del percorso umano, artistico e professionale del poliedrico autore con un’analisi accurata anche dei luoghi del cuore, legati alla sua produzione poetica, letteraria e cinematografica.
«Del mio ultimo saggio, che ho curato e scritto insieme a Patrizio Avella, Gordiano Lupi, Roberto Chiesi, Stefano Maccioni e Francesco Sirleto, sono particolarmente soddisfatta. A pochi mesi dalla pubblicazione è già stato ristampato. Si tratta di un’opera corale, nata
in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pasolini, nella quale ogni autore, con il proprio stile e la propria sensibilità, contribuisce a delinearne un ritratto sfaccettato. Ne emergono il poeta, lo scrittore e il cineasta, ma anche il suo complesso rapporto con l’universo femminile, il Partito Comunista, il profondo legame con Roma, gli aspetti della sua quotidianità e, infine, le circostanze della tragica morte.»
Presidente dell’Associazione culturale La Torre della Tuscia, Rosella Lisoni promuove incontri e iniziative che spaziano dalla letteratura al cinema, coinvolgendo personalità di primo piano del panorama culturale italiano. Tra i progetti più significativi figura la “Fiera del Libro”, di cui cura la direzione artistica: in appena due edizioni la manifestazione si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più importanti e partecipati del territorio, contribuendo a valorizzare la Tuscia attraverso il dialogo con autori, studiosi e protagonisti della cultura contemporanea.
«Circa due anni fa, ho dato vita a questa associazione culturale di pasoliniana memoria. Permette a noi soci di proporre e organizzare eventi letterari, musicali, presentazioni di libri, mostre, invitando di volta in volta rappresentanti del cinema e del mondo della cultura. Abbiamo avuto ospiti del calibro di Dacia Maraini, Dario Franceschini, Roberto Chiesi, Stefano Maccioni, Gianfranco Angelucci, Ezio De Camillis e molti altri ancora. Tra le iniziative di cui vado più fiera ci sono le due edizioni della Fiera del Libro: la prima a Vitorchiano, nel 2025, e la seconda a Soriano nel Cimino, nel 2026. Entrambe hanno riscosso un grande successo e ci hanno regalato immense soddisfazioni. E questo è solo l’inizio: La Torre della Tuscia è un’associazione in continua evoluzione, con nuovi progetti e iniziative sempre in cantiere.»
Andrea Contorni






