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Bioindicatori fondamentali: i funghi e l’ecologia in natura

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I funghi ricoprono un ruolo fondamentale all’interno degli studi ecologici. E questo non solo perché si sono dimostrati degli agenti attivi nella lotta all’inquinamento, capaci di digerire e smaltire le plastiche e i legni. La presenza di funghi negli ecosistemi è di vitale importanza anche per monitorare la qualità dell’ambiente. In poche parole, i funghi sono quello che gli studiosi definiscono dei “bioindicatori”.

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Che cos’è un bioindicatore? Si tratta di un organismo che presenta delle particolari caratteristiche e che permette di valutare la situazione di un ambiente nel tempo. Come è logico, tra ambiente e organismi che lo abitano esiste una stretta correlazione. Nel caso dei funghi, si tratta di un rapporto praticamente simbiotico.

I funghi, infatti, all’interno di ogni ecosistema svolgono davvero il ruolo di ridurre le scorie prodotte dagli altri organismi. Svolgono un rullo vitale nella regolazione dei cicli energetici e nutrizionali della comunità vegetale, si nutrono degli scarti presenti nel terreno e regolano l’umidità di un ambiente.

I funghi e gli ecosistemi

C’è da chiarire che la loro presenza non è sufficiente a indicare lo stato di un habitat e non può sostituirsi all’utilizzo di strumenti professionali. Tuttavia è stato notato che la presenza di basidiomi nei funghi è legata a un ecosistema povero, che soffre di un eccesso di necromassa.

Inoltre, i funghi svolgono un ruolo chiave per la proliferazione di alcune specie vegetali. La loro presenza è necessaria ad alcuni tipi di alberi per migliorare la nutrizione minerale e idrica, oltre a costituire un ottimo deterrente contro batteri e intemperie che possono intaccare radici e cortecce.

Insomma, i funghi sono utili alleati nel contrasto all’inquinamento non solo quando vengono allevati in laboratorio. Già in natura svolgono un ruolo fondamentale ed è importante tutelare le specie a rischio, perché a esse sono collegate diverse specie di piante e di animali. Il “Progetto speciale funghi”, redatto nel 2014, si è occupato proprio di mappare le specie fungine presenti nei boschi italiani per offrire una visione chiara del loro ruolo sui nostri ecosistemi.

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