Ernesto Bruziches in questa intervista ci racconta come è nato Tuscia in Jazz Festival.
Nell’intervista, Ernesto Bruziches ha condiviso le sue esperienze e le motivazioni che lo hanno spinto a sostenere questa causa, sottolineando l’importanza di sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi per la ricerca.
Il Tuscia in Jazz Festival, nato nel 2002 a Ronciglione, un pittoresco borgo medievale a nord-ovest di Roma, è diventato negli anni un punto di riferimento nel panorama jazzistico internazionale. Grazie alla passione di un piccolo gruppo di coraggiosi appassionati, il festival si è esteso a dieci comuni della provincia di Viterbo, offrendo oltre 150 eventi musicali, per la maggior parte gratuiti, e masterclass frequentate da una media di 300 studenti all’anno.
Nel 2023, il festival ha intrapreso una nuova missione, trasformandosi in “Tuscia in Jazz for SLA”. Questa evoluzione è stata motivata dalla volontà di combinare musica e solidarietà, organizzando concerti per raccogliere fondi a favore della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA), dopo che Italo Leali, è stato colpito dalla SLA nel 2022.
Fino a dicembre 2024, attraverso dieci concerti tenuti a Ronciglione, Caprarola, Carbognano e Vignanello, sono stati raccolti 15000 euro, che sono stati donati per la cura e la ricerca clinica del Centro Clinico NeMO di Roma.
Il vicepresidente del festival, Ernesto Bruziches, ha svolto un ruolo fondamentale in questa trasformazione.
La sua dedizione e il suo impegno hanno contribuito a rendere il festival non solo un evento musicale di rilievo, ma anche una missione di vita dedicata alla lotta contro la SLA.
La combinazione di eccellenza musicale e impegno sociale ha reso il Tuscia in Jazz for SLA un esempio virtuoso di come l’arte possa essere al servizio della comunità. La speranza è che altre realtà seguano questo esempio, utilizzando la musica come strumento per promuovere la solidarietà e sostenere cause importanti.
Il festival continua a crescere e ad adattarsi alle esigenze del pubblico e della società, mantenendo viva la passione per il jazz e la volontà di fare la differenza nella lotta contro la SLA. Grazie all’impegno di persone come Ernesto Bruziches e di tutta l’organizzazione, il Tuscia in Jazz for SLA rappresenta un faro di speranza e un modello da seguire per coniugare arte e solidarietà.






