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Don Aniello in stazione per la Festa di Tuscia Events

radiotusciaevents.com

L’inaugurazione dei nuovi locali della stazione di Viterbo  Porta Romana assegnati  da RFI all’associazione Tuscia Events è stato un momento di cultura per la città di Viterbo e un’occasione di incontro anche grazie alla partecipazione di don Aniello Manganiello per la presentazione della nuova edizione del suo libro “Gesù è più forte della camorra” scritto con Andrea Manzi.

“Questa è una sede culturale perché qui facciamo i corsi previsti da Tuscia Events. E’ una sede accessibile a tutti, siamo in stazione, siamo visibili e c’è una bella energia”.

A parlare è Stefania Capati, presidente di Tuscia Events, che introduce Sergio Insogna, assessore alla Cultura del comune di Viterbo. il quale sottolinea la bellezza del progetto dell’associazione e presenta ai partecipanti all’evento don Aniello Manganiello.  Che inizia come un fiume in piena a raccontarsi ricordando una presentazione del libro nella sua prima edizione con Rizzoli proprio a Viterbo nel 2011 con Caffeina.

Nella nuova edizione economica che Rizzoli si è rifiutata di pubblicare e che invece ha visto la luce con Europa Edizioni, parla della sua esperienza a Scampia, dove nel 1994 non sarebbe voluto andare, ha raccontato le difficoltà iniziali, la fatica che fece presente ai suoi parrocchiani, ma anche la soddisfazione successiva alla conoscenza del territorio fino a sentirlo dentro per poter trasmettere la verità. Questo per spiegare la polemica da qualche anno con Roberto Saviano.

Don Aniello ha raccontato la sua esperienza pastorale fatta di accoglienza con il cuore; una pastorale che cura l’aspetto umano è infatti per lui strategica e fondamentale.

Don Aniello afferma, come diceva Paolo Borsellino di Palermo, io dico:

“A me Scampia non piaceva però ho deciso di amarla per cambiarla”.

Per il cambiamento c’è sempre un prezzo da pagare questo diceva invece Giovanni Falcone ed io a Scampia lo pagai subito quando scoprii che degli abusivi si allacciavano per rubare l’acqua dal campo di pallone dell’Oratorio Don Guanella.  Decisi allora di tagliare gli allacci e la prima bolletta passò da tre milioni e mezzo di lire a 300.000 lire.

Ovviamente in seguito subii anche  delle minacce ma per tutto c’è un prezzo da pagare.

Nel libro “Gesù è più forte della camorra” sono raccontati questi episodi.

Quello che mi ha spinto, ciò che mi ha dato coraggio è stato l’amore per quella gente che ha poca fiducia nelle istituzioni.

Rifiutai la scorta perché non mi sembrava utile alla missione di un prete e come dice Gesù :

“Vi mando come pecore in mezzo ai lupi”.

In certi territori per contrastare il male scegliere la legalità è un atto di grande coraggio”.

Così ha concluso la sua testimonianza don Aniello Manganiello anche fondatore di Ultimi, associazione per la legalità e contro le mafie,  lasciando speranza per progetti futuri tra le due associazioni.

 

Ilaria Porziani

web radio Tuscia Events

 

 

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