Irene De Matteis è la protagonista, insieme a Emanuele Propizio, di Se tornassi indietro. Lo spettacolo, in scena al Teatro Golden dal 3 al 14 maggio è una produzione ATPR Ass. Teatri per Roma. Scritta da Massimo Natale e Ennio Speranza, con la regia dello stesso Natale. Il soggetto è di Andrea Tagliacozzo. La storia, incentrata sull’amore e sul desiderio di riparare gli errori del passato.
La trama è semplice e coinvolgente: Alex, interpretato da Propizio, si trova a pronunciare la frase “Se tornassi indietro” dopo un’ennesima lite con la moglie Silvia, interpretata da De Matteis.
Quella che sembra solo una frase detta a sproposito si rivela presto una realtà inaspettata. Alex inizia un viaggio a ritroso nel tempo, rivivendo la sua storia d’amore con Silvia giorno dopo giorno. L’obiettivo di questo viaggio è quello di riparare gli errori commessi e tentare di ricostruire un rapporto ormai compromesso.
Per l’occasione, Irene De Matteis ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Tuscia Events e quando le abbiamo chiesto chi è il suo personaggio e come lo ha preparato ha risposto così:
“Se tornassi indietro è la storia una coppia in cui gli opposti si attraggono come nel caso dei nostri personaggi. Silvia è una donna assolutamente concreta che fa la contabile. È una donna con la testa sulle spalle che sa prendersi le sue responsabilità però allo stesso tempo è una persona innamorata di un sognatore. Silvia è molto realista e ha bisogno di qualcuno che invece la innalzi un po’ più verso i sogni e il divertimento anche se in realtà è lei stessa a prendersi dei momenti di gioco. Sa alleggerirsi, quindi non è come può sembrare una pesantona anzi…”

E cosa ci dici della preparazione del personaggio?
I:”Per quanto riguarda la preparazione del mio personaggio è stato fondamentale creare un rapporto effettivo con il mio collega Emanuele Propizio. Mi sono trovata benissimo. È la prima volta che lavoriamo insieme e siamo riusciti a creare effettivamente un rapporto di amicizia che funziona, una vera intesa”.
La storia raccontata infatti, è universale e tocca il cuore dello spettatore, facendolo riflettere sulle scelte compiute nella propria vita e sui rimpianti che spesso accompagnano il nostro cammino. La rappresentazione della storia d’amore tra Alex e Silvia è realistica e coinvolgente, e riesce a far emozionare il pubblico in modo sincero e autentico.
Ed è proprio la nostra protagonista a raccontarlo quando le abbiamo chiesto: cosa ti piacerebbe che gli spettatori portassero a casa dopo aver visto lo spettacolo?
I: “In effetti, ciò che sta succedendo con la storia che sto interpretando è veramente entusiasmante e mi rende molto felice. Forse la cosa più importante è che tutti gli spettatori si trovano in qualcosa che riescono a comprendere a livello emotivo. Durante lo spettacolo attraversiamo varie fasi del rapporto di coppia: dal litigare all’andare meglio, dalle incomprensioni all’essere felici insieme, tutte le fasi che ogni coppia può sperimentare nella propria relazione. Ciò che rende questa storia così bella è che tutte le coppie, indipendentemente dall’età e dal tipo di relazione che hanno, sembrano riuscire a identificarsi in qualche modo all’interno della trama. È bello vedere come il pubblico riesca a trovare un pezzo di sé in questa storia. Dalla coppia che è insieme da una vita a quella che si è appena sposata. Sembra che tutti quanti possano dire oh mamma mia, in quella scena avete detto esattamente quello che provo io! Ecco perché credo che questa sia una storia in grado di coinvolgere e toccare davvero il cuore di tutti coloro che la guardano”.
Infatti, tra i temi principali del racconto, emerge l’importanza del dialogo e della comunicazione all’interno di una coppia, la difficoltà di far fronte ai problemi che possono insorgere nel corso di una relazione e la necessità di imparare dai propri errori per costruire un futuro insieme.

Ma quali sono state le difficoltà che Irene ha incontrato nella preparazione del suo personaggio?
I:” La trama, senza dare troppi spoiler, si concentra sul ritorno indietro nel tempo che mentre per Alex avviene con consapevolezza, non si può dire lo stesso di Silvia. La sfida più grande per me è stata proprio quella di creare un personaggio che non è consapevole del viaggio nel tempo e di rappresentarlo in sei momenti differenti. Ognuno di noi cambia e cresce nel tempo, e l’interpretazione del personaggio in momenti diversi della sua vita richiede di riuscire a cogliere le sfumature giuste. Se penso anche semplicemente a me stessa a me Irene un anno fa, ero una persona completamente diversa rispetto ad oggi. Personalmente, ho trovato difficile creare la continuità emotiva del personaggio, cercando di mantenere le sue caratteristiche di base in ogni momento senza creare incoerenze”.
Il ruolo interpretato da Irene è stato sicuramente impegnativo e stimolante che richiesto una forte dedizione e un importante lavoro di immaginazione. Uno studio che ha dato i suoi risultati sul palco.
Di seguito il podcast con l’intervista completa, buona ascolto.






