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La felicità scodinzola, non abbandonarla

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La felicità scodinzola è la frase coniata da  Franca Valeri che nel 2004 ha voluto fondare l’Associazione Animalista che porta il suo nome e che dopo la sua morte è gestita da Giulia Negri.

Il rifugio per gli animali meno fortunati di altri, si trova a Trevignano Romano e Franca Valeri lo ha voluto fondare proprio perché amava dire La felicità scodinzola.

Tre anni fa quando Franca Valeri un po’ avanti negli anni, ha trovato delle difficoltà nel seguire il rifugio, ha chiesto ad alcuni amici di continuare la sua opera, quindi il testimone è passato a Giulia Negri che abbiamo intervistato per Radio Tuscia Events.

Giulia si occupa del piccolo rifugio che ospita fino a 14 cani e lei se ne prende cura, ma pur non avendo un gattile ospitano anche gatti.  Gli animali ospitati sono di ogni tipo, vagabondi, abbandonati, rinunce di proprietà, animali di taglia piccola e grande, cuccioli e animali più vecchi. Tutti vengono accolti con amore e si cerca per loro una nuova casa, dopo che sono stati curati e sterilizzati.

Proprio in questi giorni hanno raccolto e curato una cucciolata di cagnolini abbandonati nel bosco, e adesso cercheranno per loro una nuova casa dove siano trattati con amore.

In questo periodo è purtroppo un malcostume molto diffuso quello di abbandonare animali. Vuoi perché non sono stati sterilizzati, perché magari non si è voluto scegliere di spendere poche decine di euro da un veterinario. Ma anche perché un animale richiede cure e amore e in questo periodo le persone preferiscono andare in vacanza, abbandonando i loro animali nei posti più impensati.

Molti prendono un cucciolo, convinti che sia come un pelouche o un giocattolo e alla prima difficoltà lo riportano indietro. Con scuse incredibili: sono allergico al pelo! Mio figlio è allergico! Litiga con il mio gatto! Non va d’accordo con il cane del vicino! Abbaia! Miagola! Sporca!

Scusa labili e pretestuose, ma con la precisa voglia di ridare indietro il piccolo peloso. Che invece dona amore e affetto in maniera incondizionata. La felicità scodinzola, ma solo chi non ha mai provato l’amore di un pelosetto può rifiutare questa verità.

Se vi capita di trovare un gatto o un cane abbandonati, la prima cosa da fare è chiamare i vigili urbani, perché hanno tutti i riferimenti dei veterinari della ASL che sono reperibili. Spesso le autorità preposte dicono di non essere competenti, ma bisogna insistere perché vigili urbani, polizia e carabinieri hanno sempre gli elenchi dei veterinari reperibili. Che si devono prendere cura dell’animale, portandolo in un canile, visitandolo e cercando il microchip. Successivamente viene curato, sterilizzato e dotato di microchip.

Nel caso che il cane abbia il microchip, le associazioni cercano i proprietari per capire il motivo per il quale è stato lasciato libero di girare e di perdersi.

Accertato che il cane è stato abbandonato e dopo essere stato curato, in genere dopo trenta giorni, può essere dato in adozione. Giulia Negri ci ha spiegato come avvengono gli affidi.

“C’è un iter che tutte le associazioni seguono. Spesso si usano i social per diffondere le foto degli animali in adozione. Quando qualcuno viene conquistato da un musetto, viene invitato ad andare nel rifugio per conoscere l’animale ma soprattutto per farsi conoscere. I volontari hanno necessità di capire in quale ambiente sarà ospitato il pelosetto e solo dopo che tutti i requisiti sono soddisfatti, viene fatto firmare il modulo di affido. I volontari dei canili e dei gattili rimangono sempre a disposizione di tutti gli adottanti per soddisfare le domande e per aiutare nelle primissime difficoltà di ambientamento e adattamento tra umani e piccoli pelosi.

Spesso nascono profonde amicizie tra coloro che adottano gli animali e i volontari animalisti.

Si scambiano foto sulla crescita degli animali, ci si incontra, si organizzano raccolte fondi. E già, le raccolte fondi!!!! Perché un rifugio ha dei costi a volte anche molto alti. Cure veterinarie, cibo, e altre spese aggravano il già magro bilancio di una associazione. Quindi il sistema per sopravvivere è solo quello delle donazioni volontarie, sia di denaro sia di generi di prima necessità come cibo umido, crocchette. Ma servono anche vecchie lenzuola e vecchie coperte, cucce, disinfettanti e antiparassitari.

Il 31 luglio nel giorno del compleanno di Franca Valeri, viene sempre organizzato un evento e il prossimo sarà a cura del Comune di Trevignano che nel suo sito istituzionale ha dedicato  alle adozioni una pagina Adotta un amico.

 

Ma come dicevamo prima è fondamentale l’aiuto di sponsor, sostenitori, amici per la sopravvivenza del rifugio, perché non ricevono fondi pubblici. Ed è quindi è necessaria l’organizzazione  degli eventi mirati alla raccolta fondi. Vengono organizzati aperitivi, gare, incontri, ma non solo mirati alla raccolta fondi, ma anche all’incontro con vecchi e nuovi amici.

Giulia conclude dicendo più conosci gli animali e più li ami. Donando amore si ottengono grandi risultati. E dice anche che l’amore si adotta non si compra. Inoltre un animale acquistato condanno un altro animale ad essere abbandonato per tutta la vita. Se vuoi un amico lo cerchi in un canile e non in un negozio.

Per chiunque voglia seguire Associazione Animalista Franca Valeri – ONLUS questa è la pagina FB https://www.facebook.com/associazioneanimalistafrancavalerionlus

oppure il numero 33382728091 e ricordate che la felicità scodinzola

 

 

 

 

 

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