Non è Influencer tutto ciò che luccica: intervista alla blogger Anthea Sanna
Quella in cui ci troviamo attualmente, è l’epoca in cui riusciamo ad avere ancor prima di chiedere. L’epoca in cui tutto ci sembra semplice, ma una volta arrivati al dunque, tutto sembra irrimediabilmente complicato. E infine oggi, è l’epoca in cui la domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, troverà non le risposte: il medico, il veterinario, l’avvocato, bensì la professione in voga tra le ragazze: L’Influencer
E’ sicuramente vero che oggi ha più probabilità di lavoro l’influencer che appunto non un medico, un avvocato e via dicendo. Ma molti non sanno probabilmente che dietro le foto di Instagram di ragazze perfettamente vestite e truccate, ci sono anche ragazze laureate. Che quando hanno cominciato la professione tanto amata quanto odiata, avrebbero pensato tutto, tranne che avrebbero guadagnato con quello.
Se dico tanto amate quanto odiate è perché ne ho sentite tante sparlare a casaccio di una Chiara Ferragni e poco dopo miseramente copiarla per ottenere quello che lei ha, o meglio dire, quello che probabilmente molte vorrebbero: successo, soldi, bella vita, tanti vestiti (e tutto quello che ne segue) e una vita quasi perfetta!
Ma veramente dover sorridere ai milioni di followers è sinonimo di perfezione?
L’avvocato, il medico, il veterinario o la commessa, quando hanno un problema, se ne vanno a casa, si prendono un kg di gelato, si mettono sotto le coperte con il pigiama con le pecorelle, si sbronzano e se ne escono con la faccia disastrata, o (cosa da evitare) esagerano con i tranquillanti.
L’influencer questo non può farlo! Uno, perché sarebbe di pessimo esempio e due, perché il tempo perso a vivere una vita normale, significherebbe perdere: energie, sorrisi, scatti decenti e di conseguenza…followers! Ora capite il meccanismo della perfetta vita di IG?
Mettiamola così, un’influencer deve starci con la testa anche quando vorrebbe perderla per un attimo, quando vorrebbe imparare “a disinnescare”.
Ma tornando a chi veramente sia un’influencer, People oggi incontra una fashion blogger nata molto prima dell’attuale boom – sempre sulla scia di Chiara Ferragni – ma non da Instagram bensì dal valido mezzo che sta piano piano scomparendo: il blog!
Anthea Sanna è una ragazza NORMALE, con una vita NORMALE che sa benissimo quale sia la differenza tra la quotidianità e il selfie studiato…
Anthea come hai cominciato la tua avventura?
Ho iniziato quasi otto anni fa per gioco. Ero molto impegnata negli studi di architettura ma, sono sempre stata affascinata dal settore della moda, dell’arte e ho studiato tantissimi anni danza classica. Ho cominciato a seguire Chiara Ferragni, all’epoca la conoscevamo in pochissimi, e piano piano mi sono appassionata a quello che faceva, o meglio avere un blog in cui raccontava la sua quotidianità. In poco tempo, una settimana per essere precisi, ho aperto il mio blog “Anthea Fashion” e la pagina Facebook, in cui postavo foto di abiti che compravo, aggiungendo una descrizione di questi. Nel giro di un anno è diventato per me un lavoro
Come sono arrivati i primi contatti?
Nel mio blog era presente un mio indirizzo email e inizialmente non la controllavo molto, poi una sera mi ritrovo una serie di mail che mi contattavano delle aziende per indossare. Ero principalmente incredula, poi ho scoperto che essendo una delle prime, le aziende erano interessate a queste figure. Nel mio caso quindi sono stati loro a cercarmi, poi con il tempo sono stata contattata anche da aziende più importanti
Oggi siamo nel boom di Instagram, quando è cominciato in realtà?
Sicuramente l’ultimo anno ha coinvolto un pubblico molto più ampio rispetto a prima. C’era già, ma non era così trafficato. Aggiungiamo il fenomeno delle influencer più famose in Italia, che hanno incuriosito le adolescenti che hanno iniziato a provare. Ora di queste figure ce ne sono molte, ma poche sono blogger. Il nostro percorso si basa sulla scrittura e sui racconti, mentre ora bastano soltanto le foto
L’ influencer: sia i social che addirittura con la nascita di una facoltà, spingono molto sulla nascita di questa figura; cosa ne pensi?
Sicuramente può essere un fenomeno pericoloso. Attualmente ho un’agenzia che si occupa di contenuti digitali e faccio scouting di influencer, ma è un fenomeno che può essere transitorio. Nel giro di otto anni è cambiato molto, quindi è necessario avere la testa sulle spalle. Può trattarsi di un gioco come lo è stato per me, ma il discorso Università è forse esagerato. E’ una figura che si impara facendo
l’influencer da “To Influence” tradotto “influenzare”: oggi si trasforma in “copiate”. Parola che danneggia in parte la personalità; come poter evitare questo?
Chi vuole intraprendere questo percorso deve avere un suo stile e quello non te lo insegna nessuno. Non deve influenzarci nessuno. Quello che faccio spesso, è guardare e studiare le nuove tendenze e dopo selezionare quello che può fare al caso mio, che abbinato a un viaggio o a un cocktail, possa emozionare attraverso una foto. L’emozione è la chiave vincente in questo settore
I primi trend più gettonati?
Primo posto assoluto il Fashion, secondo il Travel e terzo, anche se me ne occupo meno, il Food
Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere questa strada ma nel modo sicuro?
Prima di tutto scegliere un argomento che le piace veramente, perché la passione è quella che muove e spinge a creare contenuti. Quando si comincia non si può pensare subito di guadagnare. Poi consiglio di curare molto le foto e di investire nelle attrezzature per farle; prendere molti spunti, tenersi aggiornate sugli argomenti che si vuole trattare ma anche sulle tendenze di Instagram.
Abbiamo provato a fare una ricerca numerica de l’influencer nel mondo, senza ottenere grandi risultati. Si parla, almeno per l’anno scorso, di 19 Milioni di utenti attivi ogni mese soltanto in Italia, farne una stima risulta quasi impossibile. Anthea ci ha parlato di un probabile fenomeno transitorio, molti ci sperano e molti altri lo temono. Noi siamo certi di una cosa, che se alla base di un profilo si trovano: studio, capacità, curiosità e intelligenza, quel profilo cadrà sempre in piedi ed emergerà comunque…anche offline!






