La produzione di plastica rappresenta un problema gravoso a livello mondiale. I derivati del petrolio stanno lentamente avvelenando il nostro pianeta in tutti i suoi angoli, dai circoli polari fino ai deserti. Per questo motivo urge trovare un metodo per smaltire i rifiuti di plastica in modo più sostenibile. Una luce di speranza arriva da Londra: un particolare fungo di recente scoperta potrebbe essere una soluzione al problema.
Aspergillus tubingensis: perché è così importante
È un rapporto del 2018 a fare nuova luce sul tema. Gli scienziati del Royal Botanic Gardens Kew hanno rintracciato nell’aspergillus tubingensis delle proprietà particolari, capaci di far deteriorare velocemente le molecole della plastica.
Si tratta di un fungo scovato per la prima volta in una discarica pakistana e che a quanto pare avrebbe la capacità di crescere direttamente sulla superficie della plastica. È una scoperta rivoluzionaria, considerando che utilizzato nelle giuste dosi potrebbe “demolire” quintali di rifiuti che affollano le discariche delle nostre città.
Funghi ecologici: lo stato dell’arte
Sono in realtà oltre duemila le specie di funghi che ad oggi sono ritenute utili per scopi ecologici e non solo. Gli stessi potrebbero rivoluzionare il modo di pensare all’industria, andando a sostituire altre sostanze nocive oggi impiegate, come solventi aggressivi e altamente inquinanti. Inoltre, alcune specie potrebbero essere utilizzate per produrre materiali ecosostenibili o ancora per la bonifica di terreni e corsi d’acqua.
Per questo motivo, il report del Royal Botanic Garden Kew di Londra rappresenta una vera e propria pietra miliare per l’ecologia mondiale. Basti pensare alla specie trichoderma, indicata per la produzione di biocarburanti. Questo fungo è capace di trasformare i rifiuti agricoli in zuccheri di etanolo, cambiando decisamente il nostro modo di pensare alla produzione di carburanti.
Tuttavia, gli studi sui funghi dal punto di vista ecologico sono ancora molto giovani e sarebbe prematuro fare delle ipotesi troppo ottimiste. Lo stesso Tom Prescott, uno degli autori del report inglese, ha dichiarato: “Quello dei funghi è un mondo affascinante, sul cui potenziale sappiamo veramente poco”






