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Samhain o Halloween? Ce lo racconta Monia Montechiarini

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Le radici di Halloween affondano nella tradizione celtica di Samhain, una festività pre-cristiana celebrata principalmente in Irlanda, Scozia e in alcune parti della Francia, oltre 2.000 anni fa, ce lo racconta Monia Montechiarini.

Sapevate che in passato venivano intagliate le rape e non le zucche?

 

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Samhain, il cui nome significa “fine dell’estate,” segnava il passaggio tra la stagione del raccolto e l’inizio dell’inverno. Questo periodo di transizione era considerato un momento in cui il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava, permettendo agli spiriti di entrare nel nostro mondo.

Durante Samhain, i Celti accendevano grandi falò e indossavano costumi fatti di pelli di animali per spaventare gli spiriti maligni. Si credeva che i morti potessero tornare sulla Terra, e che l’energia magica fosse particolarmente forte. Offerte di cibo e bevande venivano lasciate per placare gli spiriti vaganti, mentre i druidi, i sacerdoti celtici, facevano predizioni sul futuro.

Con l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa cercò di assorbire queste tradizioni pagane. Nell’VIII secolo, Papa Gregorio III spostò la celebrazione di Ognissanti (All Saints’ Day) al 1º novembre, cercando di sovrapporla a Samhain.

 

La notte prima, il 31 ottobre, divenne nota come All Hallows’ Eve, poi Halloween.

Nonostante la cristianizzazione della festa, molti dei rituali originali di Samhain sopravvivono nelle moderne celebrazioni di Halloween, come il travestirsi, accendere candele e offrire dolci. Tuttavia, l’antico significato spirituale di Samhain è stato in gran parte sostituito da una festa commerciale e popolare, specialmente negli Stati Uniti, dove Halloween è diventato una delle festività più amate.

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