Il nome di Aldo Moro è solitamente legato alla storia del suo sequestro e della sua uccisione da parte degli uomini delle Brigate Rosse. Pare che con gli anni, l’atto terroristico abbia in qualche modo fatto passare in secondo piano la personalità di uomo politico. In realtà, oltre a essere il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro fu in primo luogo un accademico e tutta la sua vita fu strettamente legata all’insegnamento.
La formazione accademica di Aldo Moro
La vita di Aldo Moro fu legata all’istruzione fin dall’infanzia. Il padre Renato, infatti, era un ispettore scolastico, mentre la madre Fida Stinchi era un’insegnante delle scuole elementari. Il percorso scolastico di Aldo Moro fu brillante e si concluse con l’ottenimento della Maturità Classica presso il Liceo “Archita” di Taranto.
Dopo la scuola, Aldo Moro si iscrisse in Università, trasferendosi a Bari. Qui, studiò Giurisprudenza con impegno costante e passione. Si laureò nel 1938 con una tesi di diritto penale e non aveva altri voti sul libretto se non trenta e lode.
L’impegno accademico
Già dall’anno successivo alla laurea, Aldo Moro cominciò a lavorare per l’Università. Iniziò come assistente del suo relatore, il professor Biagio Petrocelli, fino a quando ottenne la cattedra nel 1951. Durante questi dieci anni, Moro insegnò presso diverse Università e si fece notare con le sue lezioni sulla filosofia del diritto, dalle quali fu tratto un libro di testo dal titolo Lo Stato. Nel 1963, Moro si trasferì all’Università di Roma per riuscire a sostenere gli oneri governativi e ottenne una cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura penale presso la Facoltà di Scienze Politiche.
Per il Presidente della Democrazia Cristiana, l’insegnamento fu un asse portante per tutta la vita e non vi rinunciò neanche quando gli impegni politici diventarono più ingenti. Si dice che Moro prediligesse definirsi un docente universitario piuttosto che un politico e che l’impegno politico sorgesse proprio da questo stesso impegno accademico.
Aldo Moro fu ministro della Pubblica Istruzione dal 1954 al 1955. In quel periodo, introdusse l’educazione civica come materia scolastica ed elaborò un Piano decennale per l’istruzione, volto a garantire al meglio il diritto allo studio attraverso la creazione di infrastrutture, borse di studio e servizio di assistenza studentesco.






