Che cosa spaventa nelle famiglie in cui è presente il disagio mentale?
Questa è una delle domande che abbiamo formulato a Stefania Buoni, presidente dell’Associazione COMIP. Dopo il suo intervento sul disagio mentale, all’evento Caffeina in occasione della presentazione del libro “La Trappola del Fuorigioco” di Carlo Miccio.
Prima di entrare nel dettaglio dell’intervista, è necessario capire il significato di tale disagio mentale. Ma in primis, va ricordata l’importanza del passaggio di tale malattia da incurabile e senza speranza alla convivenza con essa.
Come non ricordare le tremende cure che venivano effettuate tra l’800 e i primi del ‘900 negli allora manicomi?
Curare queste persone significava isolarle dal resto del mondo e allontanarle da una vita dignitosa, senza trarre alcun tipo di beneficio.
Lo psichiatra Vittorino Andreoli nel libro “Lettera alla tua famiglia” afferma
“Le persone che stanno con voi in casa hanno bisogno di attenzione, non datela mai per scontata, vanno seguite, ascoltate: questo è rispetto umano”
E’ necessario che le famiglia accetti il disagio mentale, lo capisca, si informi su di esso e impari a conviverci nel miglior modo possibile. Qualora tutto questo possa risultare difficile, Associazioni specializzate, hanno le adeguate capacità per supportare i familiari; tra queste, l’Associazione COMIP…
Di cosa si tratta e quando è stata fondata?
COMIP, acronimo di CHILDREN OF PARENTS WITH A MENTAL ILLNESS (figli di genitori con un disturbo mentale), nasce il 20 novembre 2017. Un’associazione che avrebbe dovuto essere una ONLUS, ma a causa dell’eliminazione di queste dalla riforma terzo settore, abbiamo optato per una forma associativa. Ci ispiriamo alle realtà di COPMI e COMIC, entrambe nate in Australia, dove si lavora per sensibilizzare e creare iniziative di sostegno e prevenzione in salute mentale rivolte a figli con genitori che soffrono di malattie psichiatriche. In Italia c’è ancora molto da fare, per questo la nostra associazione, nel suo piccolo, si unisce alle tante già esistenti per promuovere una vera cultura della salute mentale. Il nostro scopo è contribuire alla consapevolezza che può portarci ad intervenire tempestivamente, evitando conseguenze che possono essere molto gravi. Fondamentale nel nostro percorso, è dare una voce a chi non può averne una, per motivi anagrafici o perché non è in possesso di strumenti per comprendere ed elaborare un vissuto complesso quale quello della malattia mentale genitoriale
Da dove comincia la sua esperienza lavorativa?
Ho iniziato ad interessarmi a questo argomento nel 2010, per motivi personali. La mia formazione nell’ambito della comunicazione e delle lingue straniere, mi ha portato a ricercare informazioni in altri paesi. E’ stato molto commovente leggere esperienze di figli cresciuti con genitori affetti da problemi mentali; spesso avviene il contrario. Si legge più frequentemente di genitori che raccontano le esperienze con i figli affetti da questi disturbi. Nel 2011 ho creato il primo gruppo online di auto mutuo aiuto rivolto ai figli di genitori con un disturbo mentale – oggi supera i 360 iscritti. Nel 2017, dopo anni di ricerche, ho fondato insieme a Carlo, Gaia e Marco, la nostra associazione, la prima in Italia a rappresentare soltanto i figli, giovani caregiver e giovani adulti caregiver, di genitori con una malattia mentale. E’ un argomento che spaventa molto, ma noi non ci arrendiamo
Che cosa spaventa, ancora oggi, nelle famiglie in cui è presente il disagio mentale?
Spaventa non capire che cosa accade e il non sapere come relazionarsi. Ogni comportamento o ogni singola parola, possono risultare inadeguati. La malattia psichiatrica non è facilmente riconoscibile e quando ciò avviene, non è semplice intervenire. Ad esempio nei disturbi con componenti psicotiche, la persona che si ama sembra essere catapultata in una dimensione in cui sembra impossibile raggiungerla ed aiutarla. Possono verificarsi situazioni complicate da gestire, parole e azioni possono alterarsi ed emozioni naturali quali la gioia, la rabbia, la paura, possono estremizzarsi fino alla perdita del controllo. Non esiste un solo tipo di disagio mentale, bensì moltissime forme che finiscono per intrecciarsi con il carattere della persona. Un familiare può arrivare a sentirsi in colpa per il malessere del proprio caro e può provare un forte senso di impotenza, in mancanza di una guida e un supporto
Qual è il miglior percorso da seguire?
E’ importante non isolarsi, non perdere di vista la propria vita e mantenere i propri interessi. Per quanto riguarda la persona con il disturbo, è risultato benefico abbinare la terapia farmacologica a un percorso di psicoeducazione rivolto al paziente. Complicato è per un figlio, quando il genitore non ha consapevolezza di malattia o rifiuta le cure. Molti di questi conosciuti negli ultimi 8 anni, volevano salvare a tutti i costi i propri genitori, sacrificando tantissimo della propria salute e delle proprie aspirazioni, talvolta facendo veri e propri salti mortali per tenere tutto insieme. Altri invece si allontanavano per la propria sopravvivenza, ma con enormi sensi di colpa. Alcuni seguono un proprio percorso di psicoterapia per elaborare il proprio vissuto e riprendere in mano la propria vita. Rapportarsi con figli che hanno avuto la stessa esperienza, può essere di enorme aiuto
In che cosa consiste il vostro lavoro?
Attualmente svolgiamo un lavoro di sensibilizzazione sul tema “figli di genitori con un disturbo mentale”. Lo facciamo attraverso eventi che organizziamo in tutta Italia in collaborazione con altre associazioni e persone desiderose di portare avanti un cambiamento positivo. Continuiamo la collaborazione con scuole e il nostro impegno volontario grazie all’aiuto di iscritti più attivi e delle nostre co-amministratrici nel portare avanti il gruppo di auto mutuo online. Abbiamo recentemente concluso con successo la nostra prima campagna di crowdfunding “Comip On Tour”, per finanziare le nostre iniziative di sensibilizzazione in giro per l’Italia. La ricerca di fondi non è un’impresa semplice, ma siamo fermamente convinti che la nostra sia una giusta causa e che molti, accomunati dallo stesso desiderio, vorranno aiutarci. Anticipiamo inoltre che a settembre, grazie al supporto di Editoria Sociale del Cesvol della provincia di Terni, uscirà il primo libro targato COMIP, che ho voluto scrivere come una miniguida destinata ai ragazzi, per dare loro qualche prima indicazione di sopravvivenza. Il libro sarà ufficialmente presentato a Spello (PG) il 9 settembre.
Tutti i curiosi e interessati potranno inoltre visitare la loro pagina Facebook per rimanere aggiornati sui progetti futuri!
Un ringraziamento a Stefania Buoni per averci raccontato un mondo che forse non tutti conoscono. E per aver contribuito a questo articolo, che ci auguriamo possa sensibilizzare i nostri lettori su un argomento delicato. Come il disagio mentale.





