L’inquinamento è un problema annoso che si verifica spesso in concomitanza delle attività umane. Scarichi, gas e sostanze nocive, ogni giorno avvelenano l’ambiente per permettere il trasporto di persone e merci. In particolare, nei porti l’inquinamento può rappresentare una vera e propria piaga, dato che qui vanno a depositarsi gli scarti delle navi, danneggiando i fondali anche in modo irreversibile. Per fortuna, secondo un recente studio, potrebbero essere i funghi a fornire la soluzione al problema.
La ricerca dell’oceanografo Marco Capello
È positivo l’oceanografo Marco Capello quando parla della tutela dell’ambiente marino grazie all’impiego di alcuni ceppi di funghi. Dopo aver lavorato alle conseguenze del naufragio della Concordia, insieme alla collega Mirca Zotti, il ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma si occupa dello smaltimento dei fanghi sui fondali. E la sua attenzione è andata subito al Porto di Genova, dove la questione è tristemente attuale.
È emerso da recenti studi che alcuni funghi in grado di degradare gli idrocarburi di scarto trasformandoli in semplici acqua e zucchero. E non è finita qui: altri ancora sono capaci di separare naturalmente i metalli pesanti dal resto delle scorie presenti nei fanghi. E il lato positivo è che l’impiego di funghi non ha alcuna controindicazione per l’ambiente, abbattendo anche i costi notevolmente.
Buone notizie per l’ecologia
Si tratta di un’ottima notizia per l’ecologia marina, in quanto questo esperimento potrebbe gettare una nuova luce sulla bonifica dei mari e degli oceani inquinati a causa del passaggio delle navi. La ricerca si è occupata di smaltire circa trenta chili di sedimenti prelevati al Porto di Genova grazie all’impiego di cinque vasche contenenti funghi riconosciuti per le loro qualità antinquinanti.
È un’eccellenza accademica tutta italiana. Prima di questo esperimento, infatti, solo negli Stati Uniti i funghi erano stati utilizzati per la bonifica marina. Questa ricerca potrebbe rivoluzionare i sistemi di dragaggio non solo del Porto di Genova, ma anche dell’Europa e del mondo intero. E per questo motivo, ha ricevuto finanziamenti da Italia e Francia.






