Il Tevere è un fiume di vitale importanza geologica, storica e culturale non solo per la città di Roma, di cui è emblema sin dall’antichità. Con i suoi 406 chilometri, il corso del fiume abbraccia ben cinque regioni, Lazio, Umbria, Marche, Toscana ed Emilia-Romagna. Ben dodici province possono contare sulla presenza salvifica delle acque fluviali di questo glorioso fiume.
Perché un parco interregionale?
Proprio per salvaguardare le aree di confine attraversate dal fiume e quindi ricche di tesori di flora e fauna, la Legambiente si sta impegnando per la costituzione di un Parco Regionale interregionale del Tevere. Le frequenti esondazioni, infatti, hanno causato negli ultimi anni disastri ambientali e sociali, se si considera il fatto che un’espansione urbanistica incontrollata ha colpito proprio le aree adiacenti al corso del fiume.
Il fatto che il Tevere sia un fiume ricco di storia è evidente anche analizzando la sua morfologia odierna. Infatti, l’intervento antropico è manifesto in alcuni tratti che sono stati resi artificiali. Ma non solo, molti tratti sono stati anche sede di malagestione con conseguenze disastrose sull’ambiente circostante.
Il tragico effetto è che molte infrastrutture sono a rischio secondo la normativa vigente, ma ancora poco viene fatto in proposito.
Instaurare un parco fluviale interregionale del Tevere significherebbe salvaguardare queste zone a rischio, espandendo le aree di responsabilità delle regioni coinvolte, assicurando una maggiore tutela ambientale per queste aree spesso trascurate.
Ricchezza e opportunità del progetto
E il territorio va davvero salvaguardato: con i suoi 200 luoghi di interesse storico e naturalistico, 60 prodotti tipici riconosciuti e oltre 80 sagre e mercatini, l’area in oggetto rappresenta un patrimonio culturale e antropologico unico e irripetibile.
Sarebbe un segnale molto importante anche dal punto di vista politico, volto a un’armonizzazione delle responsabilità dei vari organi per quanto riguarda il patrimonio naturalistico.
Allo stesso tempo, rappresenterebbe una risorsa unica anche dal punto di vista del turismo interno perché, se attrezzato a dovere, potrebbe richiamare un bacino di utenza potenzialmente molto grande, che affluisce almeno da cinque regioni diverse.






