Home / News & Attualità / Lo Speciale del Tg degli E20 / La Fiaba di Tina Loiodice

La Fiaba di Tina Loiodice

radiotusciaevents.com

Tutte le fiabe iniziano con c’era una volta, ma la fiaba di Tina Loiodice inizia con la parola entusiasmo. La sua fiaba come street artist comincia nel 2015 con il primo murale in un progetto che si è svolto nell’ambito di un festival denominato Caleidoscopio. Tantissimi artisti hanno partecipato creando una loro opera nel parco di Santa Maria della Pietà e le opere sono ancora visibili e visitabili.

Tina Loiodice che è un’artista già nota ed affermata,  dopo questa esperienza si innamora della Street art e inizia un nuovo percorso che la porterà a scoprire il contatto con le persone. Un’esperienza diversa da ciò che si può provare in uno studio, dove si è soli con se stessi. Invece con la street art sono le persone normali che stimolano fortemente l’artista ispirandolo a creazioni nuove e diverse.

D: Tina come nasce un murale? E quanto tempo ci vuole per realizzarlo?

R: Ogni volta che creo un murale, c’è una storia diversa. Il muro vuoto è un’ispirazione e una sfida, ma purtroppo a volte si è condizionati dai desideri del committente. Spesso si è condizionati anche dai vincoli del paesaggio e tutto ciò implica una ricerca storica e artistica del luogo o del soggetto che si deve rappresentare. L’artista spesso deve imporre le proprie idee.

D: Come è nato il progetto del paese delle Fiabe a Sant’angelo di Roccalvecce

R: io all’epoca avevo uno studio a Trastevere ed era il 2017. Gianluca Chiovelli che aveva visto un mio murale dedicato a Gianmaria Volontè che si trova a Primavalle, ha voluto conoscermi. Già nel nostro primo incontro ha voluto spiegarmi la sua idea di progetto. Gli chiesi di inviarmi il progetto più articolato. Appena letto, mi sono entusiasmata e ho fatto un sopralluogo nel paesino.

Rimasi entusiasta della scenografia delle case del paese, che naturalmente creavano un palcoscenico molto articolato. Con disallineamenti che creavano scenari incredibili come quinte teatrali e perfetti per il progetto delle fiabe.

Era il luogo ideale per quel progetto.

Posso dire di avere  visto la trasformazione del paesino che da piccolo borgo abbandonato, ha preso una vita nuova e piena di soddisfazioni.

Il progetto mi aveva coinvolta e affascinata, infatti il primo sopralluogo era stato fatto in primavera e già a novembre mi ero messa al lavoro. Il primo murale fu Alice nel paese delle Meraviglie.

Ogni volta che si crea un progetto del genere, si deve necessariamente modificare quella che è la realtà del luogo e di chi lo abita, e quindi gli abitanti devono essere coinvolti.

I visi dei bambini realizzati nelle fiabe, sono i volti dei bambini del paese. Il volto di Alice è quello di Ambra, per significare che i bambini sono il cambiamento e io ho voluto farli entrare nella storia come protagonisti, per farli partecipi del cambiamento che il progetto imponeva.

Di abitanti che fanno parte dei volti delle fiabe ce ne sono diversi. Nei mei murales ci sono diverse storie, in Alice i bambini rappresentano il cambiamento.

Il murale della fiaba il Brutto anatroccolo ha una storia molto particolare, perché la proprietaria del muro è una signora israeliana che torna in Italia una volta l’anno per tre mesi. Questa signora ha fortemente voluto che dipingessi il brutto anatroccolo perché la rappresentava totalmente. In famiglia si era sempre sentita diversa perché scura di carnagione mentre i fratelli erano chiari. In questo dipinto ho voluto cogliere il momento nel quale il cigno si libera del fango per emergere in tutta la sua magnificenza, per rendere omaggio alla proprietaria. Per incoraggiarla a togliersi la zavorra e diventare se stessa sempre e comunque.

radiotusciaevents.com
Il paese delle fiabe

 

Invece nella fiaba il piccolo principe, il bambino che legge il libro ha il volto di mio figlio. Nei simboli rappresentati c’è anche la mia storia, ho voluto mettere anche qualcosa di mio personale.

 

 

D: che progetti hai per il futuro?

Purtroppo il lockdown ci ha rallentato molto nei nuovi progetti. Le amministrazioni hanno avuto problemi più urgenti da risolvere con il Covid e quindi il comparto cultura ha avuto un grosso rallentamento. Quindi molti progetti sono lì che giacciono in attesa di essere risvegliati da una ripartenza.

Ringraziamo Tina Loiodice per l’intervista e le diamo appuntamento al suo prossimo progetto.

Stefania Capati

 

 

Tag: