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II Giubileo del 1450 e la chiesa di Santa Rosa

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INCONTRI A PALAZZO BRUGIOTTI II Giubileo del 1450 e la chiesa di Santa Rosa

La conferenza intende illustrare le ricadute artistiche del Giubileo indetto da Niccolo V, caratterizzato da un grande afflusso di pellegrini, che segna il primo notevole sviluppo del culto di Santa Rosa

Relatori
 Enzo Bentivoglio, Ordinario di Storia dell’ Architettura

 Simonetta Valtieri, Ordinario di Restauro dell’ Architettura

INGRESSO LIBERO

Fonte WIKIPEDIA

Nella Chiesa cattolica il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale.

Riprende il nome dal Giubileo ebraico, più precisamente la parola deriva dall’ebraico Jobel (caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre[1][2]).

L’anno giubilare è soprattutto l’anno di Cristo. Nel Nuovo Testamento Gesù si presenta come colui che porta a compimento l’antico Giubileo, essendo venuto a “predicare l’anno di grazia del Signore” (Isaia).

Il Giubileo, comunemente, viene detto “Anno Santo”, non solo perché si inizia, si svolge e si conclude con solenni riti sacri, ma anche perché è destinato a promuovere la santità di vita. Il Giubileo può essere: ordinario, se legato a scadenze prestabilite; straordinario, se viene indetto per qualche avvenimento di particolare importanza.

Il Giubileo ha origine dalla tradizione ebraica che fissava, ogni 50 anni, un anno di riposo della terra (con lo scopo pratico di rendere più forti le successive coltivazioni), la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi, questo affinché non ci fossero comunque il troppo ricco o il troppo povero. Per segnalare l’inizio del Giubileo si suonava un corno di ariete, in ebraico jobel, da cui deriva il termine cristiano Giubileo. Gesù cita esplicitamente un testo del profeta Isaia che segna così l’ingresso del tema giubilare nel Nuovo Testamento. Gesù infatti, recatosi a Nazareth, entra nella sinagoga e legge una pagina di Isaia che proclama “l’anno di grazia del Signore” (Luca, 4, 18-19; Isaia 61, 1-2). Un evento che anticipò e predisse il Giubileo fu la cosiddetta “Indulgenza dei Cent’anni”. Non esistono documenti del XII o XIII secolo al riguardo, ma fonti del 24 dicembre 1299 riportano come masse di pellegrini, a conoscenza di una leggendaria “Indulgenza Plenaria” che si sarebbe ottenuta al capodanno del secolo nuovo, cioè nel passaggio da un secolo all’altro, muovessero verso Roma fin dentro l’antica basilica di San Pietro per ottenere la remissione completa di tutte le colpe. Né il Papa dell’epoca, Bonifacio VIII, né i prelati sapevano nulla di questa usanza, ma memorie del cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi nel documento De centesimo sive Jubileo anno liber parlano di un vecchio di 108 anni che, interrogato da Bonifacio, asserì che 100 anni prima, il 1º gennaio 1200, all’età di soli 7 anni, assieme al padre si sarebbe recato innanzi a Innocenzo III per ricevere l'”Indulgenza dei Cent’Anni“. Nonostante la testimonianza di questo centenario esista, non abbiamo fonti coeve a Innocenzo o più antiche che testimonino di quest’usanza (per la quale Innocenzo è l’unico papa menzionato), né di altre indulgenze simili.[3]

 

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