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Mirko Giudici e il suo thriller “Verità Nascoste”.

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È in libreria da pochi giorni il nuovo thriller “Verità Nascoste”, edito da Ctl editore di Livorno, firmato da Mirko Giudici, già autore di Dietro gli occhi di un Soldato, La Forza di Crederci ancora e Non è la Peste Covid-19 Verità e Menzogne sul Coronavirus. Come mai questa volta hai scelto di scrivere un romanzo giallo?

 Un libro diverso dagli altri scritti fino ad ora. In realtà, nasco come autore di romanzi basati su storie vere o su fatti realmente accaduti. Questa volta ho deciso di affrontare una nuova sfida e mi sono messo in gioco avventurandomi su questo nuovo genere letterario. L’input che ha dato vita a questo progetto l’ho avuto da mio nipote Davide, il quale da buon appassionato di romanzi gialli è rimasto entusiasta delle mie idee e mi ha spinto a crederci, fino alla fine.

 
Prima di addentrarci all’interno del tuo romanzo, vuoi dire a chi non ti conosce chi è Mirko Giudici?

Mi chiamo Mirko Giudici, ho 41 anni e abito a Roma. Scrivere è ciò che vorrei diventasse il mio mestiere a tutti gli effetti. Paradossalmente scrivere di queste vicende così truculente ed oscure mi rende vivo. E’ tutta una questione di emozioni, le mie e quelle degli altri. Mi riempie di orgoglio ricevere critiche, sia positive che negative, da parte di un lettore, perchè ciò significa che ha investito del tempo, dedicandolo ad una mia creatura, una mia creazione. Tornando a me, mi reputo una persona piuttosto creativa. La creatività è un dono che io conservo gelosamente. Chi crea ha un potere immenso fra le mani e nella testa: può arrivare ad esplorare mondi sconosciuti e persino a conquistarli. Mi auguro un domani di riuscire a vedere su schermo i miei scritti ed essere pubblicato da una grande casa editrice. Oltre alla passione della scrittura, nella vita di tutti i giorni, mi piace leggere, informarmi, adoro il cinema, il teatro, la musica e la buona cucina.

Come nasce questo romanzo?

 La storia che avete tra le mani è una storia che parla di realtà che tutti, ahimè, abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi mesi.

Più spesso sono proprio le realtà che viviamo quotidianamente a generare storie come questa.

Ma ciò che più importa è che le storie vivono, come i loro personaggi. In questo caso, il magma di idee di cui vi parlo, è stato senz’altro scosso e turbato dagli eventi che tutti ci siamo trovati a vivere in questi ultimi mesi. Ed è da lì che è nato questo romanzo.

Molti elementi di questa storia vi saranno familiari, alcuni di essi vi riporteranno a domande e interrogativi che vi sarete posti spesso in questi giorni; magari guardando un servizio al tg o leggendo un articolo su internet. E avrete avuto sicuramente qualcuno, tra la vostra ampia cerchia di conoscenze, che avrà tentato di seminare in voi il dubbio che dietro questa crisi globale, provocata dalla pandemia del Covid-19, potesse nascondersi qualcos’altro.

 Verità Nascoste è ambientato nel 2022. C’è un motivo?

Ho provato a immaginare un futuro non troppo lontano e l’ho fatto guardando al presente, che viviamo. Non è stato difficile. E leggendo capirete il perché.

Credo che Kyle Davis, il protagonista della storia, sia un personaggio molto più simile a tutti noi, più di quanto mi fosse possibile immaginare quando ho iniziato a scrivere questo libro. Mi sono messo dalla sua parte provando a comprenderne il punto di vista e sostenendo la sua ricerca.

In questa storia, a partire da lui, ho tentato di dipingere un mondo dilaniato dalla crisi ma alla ricerca frenetica e costante di nuovi equilibri; un mondo fatto di uomini e donne, tutti fragili e incoerenti, con colpe e meriti, che cercano di sopravvivere dando un senso alle cose.

Mi intrigava, in particolar modo, l’idea di poter parlare di una crisi globale a partire dal vissuto di questo nucleo ristretto di personaggi e a partire da una comunità.

Il libro è ambientato ad Everett. Come mai?

Everett, la cittadina del Nord America dov’è ambientata la nostra storia, rappresenta un po’ quello specchio di diverse realtà a cui afferiscono i personaggi del racconto:  lo scienziato, il politico, un agente di polizia, un gruppo di rivoluzionari che si sentono minacciati e compressi nei loro diritti di cittadini e cercano di reagire (in più di un modo); e poi ci sono le famiglie, quei nuclei più piccoli all’interno di una realtà macroscopica che li assorbe e spesso li inghiotte all’interno delle pericolose dinamiche sociali che può innescare ogni evento di crisi.

Ci sono diversi aspetti che trovavo interessanti e che ho provato a mettere insieme in questa storia corale, cercando di trovar loro un posto e conferire un senso.

 

Verità Nascoste si può definire un thriller futuristico avvincente e appassionante, pieno di colpi di scena dal ritmo incalzante che descrive molto bene un periodo post-pandemico, è corretto?

 Si è così. Ho voluto descrivere una realtà per come me la sono immaginata, uno sguardo rivolto al futuro partendo da quello che ahimè stiamo vivendo, dai mesi difficili che abbiamo vissuto dovuti alla pandemia, descrivendo quelli che sono i meccanismi innescati dal “virus”. Come ogni scrittore, mi sono calato nei panni di ogni personaggio cercando di delinearne gli aspetti più umani, senza tralasciare nulla al caso, mettendo in risalto quelli che sono gli stati d’animo che rispecchiano la nostra attuale realtà. Trattandosi di un romanzo giallo, mi sono voluto mettere dalla parte del lettore, sforzandomi di coglierne le aspettative e i bisogni e costruire un romanzo che tenesse il lettore con il fiato sospeso, incollato dalla prima all’ultima pagina. Sicuramente questo atteggiamento è stato la chiave di volta per la stesura di questo romanzo.

 

 Il thriller è un genere molto codificato. Come si riesce ogni volta all’interno di questi meccanismi a non dare al lettore un’impressione di déjà vu o di omologazione? C’è qualche trucco che senti di poter svelare?

 I romanzi di genere hanno regole piuttosto rigide e la loro validità consiste proprio nel fatto di essere soggetti a dei codici. Non si può e non si deve prendere in giro il lettore solo per il gusto di ribaltare queste norme. Chi legge gialli e thriller, e ama veramente questa letteratura, ne conosce i meccanismi e li apprezza. Non importa se gli schemi si ripetono, quello che conta è sapere creare un romanzo capace di sorprendere, appassionare e tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

 

 Molto spesso gli scrittori di romanzi gialli usano delle strategie o dei trucchi per fidelizzare i lettori e attirare gran parte del pubblico. Anche tu usi questo metodo?

 Quando scrivo un romanzo non uso stratagemmi per vendere più copie o trucchi per attirare i lettori. Credo sia importante essere onesti con se stessi e soprattutto con chi ti legge. Nel mio caso, non uso la serialità e ogni personaggio è diverso perché riveste una sua originalità. I romanzi che ho scritto si possono leggere senza un ordine temporale poichè non sono “a puntate” bensì hanno vita autonoma.

 

 All’interno del tuo romanzo abbiamo notato la tua passione per la musica, messa in risalto dalle strofe di una canzone di Paul Anka.

 Si è vero (sorride). In verità, la canzone My Way di Frank Sinatra, scritta e cantata da Paul Anka, è stata la mia compagna di viaggio che mi ha aiutato a costruire questo thriller dipinto di giallo, dove la realtà attuale si impegna a dipingere un futuro oscuro in cui i delicati intrecci tra uomini politici, scienziati e movimenti reazionari, si stagliano all’orizzonte di una storia mozzafiato e piena di colpi di scena alla ricerca di un colpevole!

 

 In questo romanzo giallo si parla di “Verità” che aspramente vengono sepolte. Queste stesse verità di cui ci parli riusciranno prima o poi a venire a galla?

 Come nella realtà, ci sono verità che rimarranno irrimediabilmente chiuse in un cassetto e altre che faticheranno molto prima di trovare la strada che conduce alla luce. Se guardiamo a quello che sta accadendo in questo particolare momento storico, non sapremo mai la verità sul Covid-19 ma forse, solo a distanza di anni, potremmo avvicinarci a quelle verità e solo allora riusciremo a rispondere ai numerosi interrogativi che noi tutti ci siamo posti durante questi lunghi mesi di pandemia.

 

Per concludere, progetti futuri?

 Mi definisco un “fiume in piena” e ho tante idee in testa. Ciò che è importante è porsi degli obbiettivi e fare l’impossibile per raggiungerli. Sono già al lavoro per un nuovo romanzo. Preferisco non anticipare troppo ma lasciare viva questa atmosfera di suspense.

 

Mirko Giudici

 

 

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